Il Comitato norvegese per il Nobel ha annunciato da Oslo il nome della vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2025: María Corina Machado, attivista venezuelana per i diritti umani e leader del movimento democratico di opposizione al regime di Nicolás Maduro. Una scelta che mette fine alle voci di una possibile assegnazione del premio a Donald Trump, dopo il suo ruolo nell’accordo tra Israele e Hamas.

La decisione del Comitato, presa nella riunione del 6 ottobre scorso, premia Machado “per il suo instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta per raggiungere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia”. Tra i 338 candidati di quest’anno, un numero record superato soltanto dall’edizione 2016, il nome della leader venezuelana si è imposto come quello di una coraggiosa paladina della democrazia in un’oscurità crescente.
Jørgen Watne Frydnes, presidente del Comitato norvegese per il Nobel, ha descritto Machado come “uno degli esempi più straordinari di coraggio civile in America Latina negli ultimi tempi”. La leader venezuelana è riuscita nell’impresa di unire un’opposizione politica che un tempo era profondamente divisa, trovando un terreno comune nella richiesta di elezioni libere e di un governo rappresentativo.
María Corina Machado è stata deputata dell’Assemblea nazionale del Venezuela dal 2011 al 2014, è fondatrice del movimento politico Vente Venezuela, cofondatrice dell’associazione civile Súmate e membro, insieme ad Antonio Ledezma e Diego Arria, della piattaforma cittadina Io sono il Venezuela. La sua battaglia contro la rigida presa del potere da parte del regime venezuelano e la repressione della popolazione rappresenta un esempio di resistenza democratica in un mondo dove, come sottolinea il Comitato, la democrazia è in declino e sempre più regimi autoritari sfidano le norme ricorrendo alla violenza.
Nel 2024 Machado si era presentata come principale sfidante di Nicolás Maduro alle elezioni presidenziali di luglio, ma è stata esclusa dalla competizione. Nonostante l’impedimento, ha guidato la campagna per il candidato dell’opposizione Edmundo González Urrutia. Quando le autorità venezuelane hanno comunicato la vittoria di Maduro, senza fornire prove verificabili, Machado ha perseverato nel suo impegno in una campagna per riportare la democrazia nel Paese, denunciando gli abusi commessi dal governo e le numerose incarcerazioni arbitrarie degli oppositori politici.
Nell’ultimo anno, la leader venezuelana è stata costretta a vivere nascosta. Nonostante le gravi minacce alla sua vita, è rimasta nel Paese, una scelta che ha ispirato milioni di persone. In un’ìntervista al Corriere del 2024 aveva detto:
“Vivo in Venezuale, nascosta. Sola, senza nessun contatto umano. Ogni giorno ho riunioni su riunioni, incontro migliaia di persone di tutto il mondo, però non posso toccare nessuno. Arrivo sullo schermo e mi viene voglia di abbracciare”
Come ricorda il Comitato per il Nobel,
“Quando i regimi autoritari prendono il potere, è fondamentale riconoscere i coraggiosi difensori della libertà che si ribellano e resistono”.
La democrazia dipende da persone che si rifiutano di rimanere in silenzio, che osano farsi avanti nonostante i gravi rischi.
La situazione in Venezuela è drammatica: quasi otto milioni di persone hanno lasciato il Paese, un dato che testimonia la portata della crisi umanitaria e politica. Machado ha dedicato anni alla lotta per la libertà del popolo venezuelano, combattendo contro la militarizzazione della società e rimanendo ferma nel suo sostegno a una transizione pacifica verso la democrazia. Ha dimostrato che gli strumenti della democrazia sono anche gli strumenti della pace, incarnando la speranza di un futuro diverso in cui i diritti fondamentali dei cittadini siano tutelati e le loro voci siano ascoltate.
Nel 2024 si sono tenute più elezioni che mai nel mondo, ma sempre meno sono state libere ed eque. Il caso venezuelano non è isolato: la repressione del regime di Maduro rappresenta un esempio di come i regimi autoritari sfidino le norme democratiche ricorrendo alla violenza. In questo contesto, il riconoscimento a Machado assume un significato particolare, come simbolo di resistenza e speranza per tutti coloro che lottano per la libertà in condizioni di oppressione.
Come riporta SkyTg24 il Premio Nobel per la Pace viene assegnato a Oslo, in Norvegia, e non a Stoccolma come gli altri Nobel. Il vincitore viene scelto dal Comitato per il Nobel norvegese, composto da cinque persone scelte dal Parlamento di Oslo, e la consegna avviene nel municipio della capitale norvegese. Ha la particolarità di essere l’unico Nobel che può essere assegnato a organizzazioni, oltre che a singoli individui.
Oltre al riconoscimento dell’importanza del proprio operato per la pace, Machado riceverà un premio economico di 9 milioni di corone svedesi, equivalenti a circa 800-900mila euro, che provengono dagli interessi sul capitale donato da Alfred Nobel. Al premio in denaro si aggiungono un diploma e una medaglia d’oro, che saranno consegnati durante la cerimonia prevista per il prossimo 10 dicembre, il giorno dell’anniversario della morte di Alfred Nobel.

La scelta del Comitato ha deluso le aspettative di chi sperava in un riconoscimento a Donald Trump per il suo ruolo nell’accordo tra Israele e Hamas. Il presidente del comitato Nobel, Jorgen Watne Frydnes, interrogato sul desiderio espresso da Trump di ricevere il premio, ha risposto che la decisione si basa solo sul “lavoro e sulla volontà di Alfred Nobel”. Trump non è quindi riuscito a entrare nel novero dei presidenti degli Stati Uniti insigniti del premio Nobel per la Pace: restano quattro i presidenti Usa premiati, con Barack Obama nel 2009 come più recente, Jimmy Carter nel 2002, Woodrow Wilson nel 1919 e Theodore Roosevelt nel 1906.
Secondo Frydnes, María Corina Machado ha unito l’opposizione del suo Paese senza mai vacillare nel resistere alla militarizzazione della società venezuelana. È stata ferma nel suo sostegno a una transizione pacifica verso la democrazia, dimostrando che gli strumenti della democrazia sono anche gli strumenti della pace.
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