Nel corso di una lunga intervista al Corriere della Sera, Ainett Stephens ha raccontato non solo la sua carriera e le sue origini, ma anche uno dei capitoli più dolorosi della sua vita: la scomparsa della madre e della sorella, rapite in Venezuela nel 2004 e mai più ritrovate.
La modella, diventata popolare in Italia come Gatta Nera nel programma Il mercante in fiera, condotto da Pino Insegno, è tornata a parlare del suo Paese d’origine e del contesto politico che lo attraversa da anni. Nata in Venezuela, “di fronte ai Caraibi”, in una famiglia con otto figli – ha ricordato un’infanzia segnata da genitori molto diversi ma entrambi legati alla cultura: il padre insegnante di fisica, chimica, matematica e inglese, la madre venditrice di elettrodomestici usati e scultrice.
Nel passaggio più politico dell’intervista, Stephens ha commentato la situazione venezuelana dopo la fine del governo Maduro: “Avrei sperato in nuove elezioni rapide, anche perché non mi sembra che sia cambiato molto: la guardia nazionale continua a fermare e ad arrestare le persone per strada”.
Poi il riferimento che ha acceso il dibattito: la sua critica alle proteste internazionali contro l’intervento degli Stati Uniti. “Non ho proprio capito i manifestanti italiani che hanno protestato contro l’intervento di Trump. Si rendono conto di come si vive in Venezuela?” Un passaggio che evidenzia il suo posizionamento netto, coerente con quanto dichiarato anche in passato: “Io mi considero una rivoluzionaria di destra, non ho mai avuto paura delle mie idee”.
Ma l’intervista torna subito sul piano personale quando si parla della tragedia familiare. Nel 2004, quando aveva 22 anni, la madre e la sorella scompaiono dopo essere state viste con un uomo poi arrestato e rilasciato dopo due giorni. Da allora, nessuna certezza.
“È successo nel 2004, avevo 22 anni. I loro corpi non sono mai stati ritrovati”, ha raccontato Stephens. E alla domanda se speri ancora di rivederle, la risposta è definitiva: “Non succederà su questa terra”. La madre di Ainett aveva 45 anni, mentre la sorella 27.
Un dolore che si intreccia con il senso di colpa e la distanza: “Ho il rammarico di non essere tornata a casa quel Natale”. La famiglia è oggi divisa tra Italia e Venezuela: il padre vive ancora nel Paese insieme a una delle sorelle, mentre gli altri fratelli sono stati portati in Italia nel corso degli anni.
“Vorrei far arrivare anche lui entro la fine dell’anno, ormai non ci vediamo dal 2012”, ha detto al Corriere della Sera. Una storia personale che resta sospesa tra affetti lontani, un Paese mai davvero lasciato alle spalle e un dolore che, a distanza di vent’anni, non ha ancora trovato risposta.
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Oggi Ainett ha un figlio, Christopher, nato dal matrimonio con Nicola Radici, dal quale poi si è separata. Stephens ha raccontato che il figlio Christopher ha ricevuto la diagnosi di autismo a due anni, dopo che lei aveva notato un ritardo nel linguaggio e si era rivolta a uno specialista. Oggi il bambino non parla spontaneamente ma comunica solo bisogni essenziali e frequenta la quinta elementare con un’insegnante di sostegno.
Sul suo futuro, la showgirl spiega di aver vissuto un momento iniziale di grande difficoltà, ma di aver poi cambiato approccio: cerca di vivere nel presente senza farsi sopraffare dalle preoccupazioni. Oggi Christopher, dice, è un bambino sereno, e lei confida nei possibili progressi futuri. “Non lo considero un bambino sfortunato: sono sfortunati quelli che nascono e vivono sotto le bombe”
