Dopo otto settimane di processo e la testimonianza di 34 persone, Sean “Diddy” Combs, celebre produttore musicale e rapper noto negli anni ’90 con lo pseudonimo di Puff Daddy, è stato condannato dal tribunale federale di New York, al termine di un dibattimento da mesi al centro dell’opinione pubblica, per due capi d’accusa legati al favoreggiamento della prostituzione, venendo invece assolto dalle imputazioni più gravi, quelle di traffico di esseri umani (equiparabile alla tratta di persone secondo il codice penale italiano) e associazione a delinquere di tipo mafioso (nota negli USA come “racketeering conspiracy”). La giuria, composta da otto uomini e quattro donne, ha emesso il verdetto dopo sole 13 ore di deliberazione, chiudendo così un processo segnato da gravi accuse e testimonianze sconvolgenti.
I reati per cui è stato riconosciuto colpevole Diddy riguardano il trasporto di donne con lo scopo di farle prostituire, fatti che secondo l’ordinamento statunitense possono comportare fino a 10 anni di carcere per ciascun capo d’accusa. La pena definitiva sarà stabilita nei prossimi mesi. Intanto, la procura ha chiesto che Combs resti in custodia senza possibilità di libertà su cauzione, mentre la difesa ha proposto un rilascio con una fideiussione da un milione di dollari e la possibilità per l’imputato di viaggiare tra le sue residenze in Florida, California e New York.
Il processo si era aperto lo scorso 12 maggio presso il tribunale federale di Manhattan e aveva avuto origine da una causa intentata dalla ex compagna Cassie Ventura, che nel 2023 aveva accusato il rapper di abusi e violenze, chiudendo la causa civile in meno di 24 ore con un accordo extragiudiziale da 20 milioni di dollari. In sede penale, Ventura ha invece testimoniato per quattro giorni, raccontando di essere stata regolarmente aggredita, manipolata e costretta a partecipare a sessioni sessuali di gruppo — definite “freak-offs” — alimentate da droghe e filmate. Le sue parole sono state accompagnate da fotografie che documentavano ferite e da video mostrati alla giuria.

Altre testimoni, indicate con pseudonimi come “Jane” e “Mia”, hanno riferito episodi simili. “Jane”, che ha avuto una relazione con Combs tra il 2021 e il 2024, ha dichiarato di essere stata obbligata ad assumere droghe e a partecipare ai “freak-offs” come contropartita per l’affitto pagatole da Combs. In uno degli episodi più agghiaccianti descritti in aula, l’imputato l’avrebbe picchiata, trascinata in casa e costretta a rapporti sessuali con escort maschili. “Mia”, ex assistente personale di Diddy ha raccontato di essere stata aggredita fisicamente e violentata durante il periodo in cui lavorava per lui.
Numerosi testimoni hanno rafforzato il quadro accusatorio: un ex stilista ha riferito di aver visto Combs colpire più volte Ventura, mentre una designer di moda ha raccontato che fu minacciata di morte e tenuta sospesa sopra un balcone al 17° piano. Un addetto alla sicurezza di un hotel ha testimoniato di aver ricevuto una tangente da 100.000 dollari in contanti per cancellare il filmato di un’aggressione del 2016.
L’accusa ha descritto Combs come il vertice di una rete illecita, sostenuta dal suo entourage, che lo avrebbe aiutato a perpetrare reati di natura sessuale, traffico di stupefacenti, corruzione e violenze, oltre che a occultare prove. La difesa ha invece sostenuto che l’imputato praticasse semplicemente uno “stile di vita libertino”, fatto di eccessi consensuali, e ha negato l’esistenza di un’associazione criminale, sottolineando come i collaboratori non fossero consapevoli dell’illegalità delle loro azioni.
Un momento cruciale del processo è stata la proiezione ripetuta del video di sorveglianza che mostrava Combs aggredire violentemente Cassie Ventura in un hotel di Los Angeles nel 2016. La difesa ha ammesso la violenza, definendola “inaccettabile”, ma ha cercato di dissociarla dalle pratiche legate ai “freak-offs”.
Il verdetto non ha mancato di suscitare reazioni. L’avvocato di Cassie Ventura, Doug Wigdor, ha commentato a Deadline: “
“Anche se la giuria non ha ritenuto Combs colpevole di traffico di esseri umani oltre ogni ragionevole dubbio, Cassie ha spianato la strada per il verdetto sul favoreggiamento della prostituzione. La sua testimonianza ha lasciato un segno indelebile sull’industria dell’intrattenimento e sulla lotta per la giustizia”.
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