Andrea Kimi Antonelli; un nome che, sui giornali, in tv e tra la gente comune, sta iniziando a diventare incredibilmente conosciuto, ben al di fuori della ristretta cerchia di appassionati di Formula 1; ma perché il giovane campione bolognese viene più spesso chiamato Kimi che Andrea?
Bisogna innanzitutto far notare come questo bisillabo di richiamo scandinavo non sia un semplice nickname, ma un vero e proprio doppio nome depositato all’anagrafe, e scelto da papà Marco per un motivo specifico (e no, non si è trattato di omaggiare Kimi Raikkonen, ex pilota finlandese, che ha corso anche in Ferrari). A rivelare la verità è stato lo stesso Andrea in un’intervista a Vogue Italia del 2025
“Non è riferito a Raikkonen. Me lo diede un caro amico di famiglia, che si chiama Enrico Bertaggia, perché i miei genitori non sapevano quale secondo nome darmi. Lui ebbe questa idea, [disse che] suonava bene. Andrea Kimi Antonelli, ‘va bello liscio’.”
A confermare l’aneddoto, anche la madre Veronica, che in una dichiarazione riportata da Fanpage dice
“Il consiglio ce lo ha dato l’ex pilota Enrico Bertaggia. Il bello è che molti pensano sia un soprannome o che se lo sia dato da solo, invece non è neanche un secondo nome, non c’è la virgola dopo Andrea”
Come spiega il sito Laleggepertutti, il caso di Antonelli rientra appunto nel novero del doppio nome; un secondo nome, per essere tale, e quindi distinguersi dal primo, deve infatti essere da questi separato tramite virgola.
📻 | Toto Wolff: “Kimi, você não é Andrea hoje.”
📻 | Kimi: “Definitivamente, não.”
Contexto: Quando Kimi faz algo errado, Toto o chama de “Andrea”. pic.twitter.com/iaSzqqbD5p
— Mercedes-AMG F1 Brasil 🇧🇷 (@MercedesAMGF1BR) May 3, 2025
Sottigliezze legislative a parte, al curioso nome del giovane asso italiano è legato un divertente aneddoto, risalente alla primavera del 2025, allorché Antonelli firmò la sua prima pole position nella gara -1 di Miami (corsa su distanza ridotta di due terzi rispetto alla gara – 2 e perciò denominata in gergo ‘sprint’).
Nel consueto colloquio con i suoi ingegneri dopo aver ottenuto il miglior tempo, Antonelli scambiò anche alcune battute con il direttore sportivo e co-CEO del team, il tedesco Toto Wolff, sorta di suo padrino sportivo. Citiamo sempre da Fanpage
“Kimi, oggi non ti chiami Andrea”
“No, decisamente no!”
Uno scambio di battute “in codice” in voga tra i due e reso noto ai media dallo stesso Antonelli, all’indomani del debutto assoluto in un weekend di gara di F1, nel marzo 2025 in Australia (circa due mesi prima dell’aneddoto succitato). Wolff si rivolge ad Antonelli in maniera diversa a seconda del momento, e della prestazione:
“Se domenica notte ho dormito? Sono partito dopo la gara, e in aereo sono crollato. L’adrenalina era calata e mi sentivo soddisfatto, ero molto ma molto più rilassato. Cosa mi ha detto Toto Wolff? Era contentissimo, mi ha scritto un bel messaggio concluso a lettere maiuscole: ‘Devi stare lontano dalle linee bianche e dall’erba’. Si riferiva al mio testacoda all’inizio. Ma soprattutto è importante che continui a chiamarmi Kimi: abbiamo stabilito che significa che è tutto OK, se invece mi chiama Andrea qualcosa non va, se usa Antonelli allora sono proprio guai“.
