Stanotte entrerà in vigore l’ora solare in Italia, con le lancette degli orologi che torneranno indietro di un’ora. Negli Stati Uniti, invece, Donald Trump spinge per abolire il cambio dell’ora due volte l’anno e mantenere quella legale per tutti i dodici mesi. Il presidente americano sostiene che avere più luce nel tardo pomeriggio sarebbe un vantaggio per milioni di persone, ma tra le ragioni della sua battaglia c’è anche una passione personale: il golf. Una questione che ha coinvolto persino i vertici del circuito professionistico, mentre al Congresso la proposta continua a incontrare resistenze.
Trump non è nuovo a questa battaglia. Già durante il suo primo mandato aveva chiesto di mettere fine al cambio stagionale dell’ora, tornando sull’argomento nel dicembre 2024, poco prima di insediarsi per il secondo mandato. All’epoca aveva definito l’ora legale “scomoda e molto costosa per il nostro Paese”.
Negli ultimi mesi il presidente è tornato alla carica, chiedendo ai repubblicani al Senato di approvare il Sunshine Protection Act, la proposta di legge che punta a rendere permanente l’ora legale. Il provvedimento è passato alla Camera dei Rappresentanti a luglio con 301 voti favorevoli e 117 contrari, ma deve ancora superare lo scoglio del Senato.
Il 2 ottobre, in un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha invitato i senatori repubblicani ad accelerare i tempi, lamentando un sistema che, a suo dire, costa molto al Paese e provoca stress, oltre ad avere conseguenze negative sulla criminalità e sullo sport.
“La gente non vuole più andare in giro a cambiare gli orologi e, del resto, di gran lunga la maggior parte delle persone preferisce avere un’ora di luce in più la sera anziché al mattino”.
Trump ha anche sostenuto che mantenere l’ora legale tutto l’anno potrebbe contribuire a ridurre gli incidenti stradali e la criminalità, oltre a favorire il risparmio energetico. Si tratta di argomenti con cui cerca di convincere il Congresso, ma sui quali non tutti i suoi compagni di partito sono d’accordo.
The Atlantic spiega che le ragioni che potrebbero rendere particolarmente interessante la riforma per il presidente ce n’è una decisamente meno istituzionale: avere più ore di luce per giocare a golf. Trump è un grande appassionato di questo sport e possiede diversi golf club. E proprio il mondo del golf è entrato direttamente nella discussione sulla riforma dell’ora.
Il 27 settembre, durante la giornata conclusiva della Presidents Cup, disputata in un country club nell’area di Chicago, il presidente ha incontrato Brian Rolapp, amministratore delegato del PGA Tour. I due hanno parlato proprio della possibilità di avere più luce nelle ore serali.

Pochi giorni dopo, Rolapp ha inviato a Trump una lettera per sostenere la necessità di mantenere l’ora legale durante tutto l’anno. Il ragionamento è semplice: molte persone, impegnate con il lavoro e gli altri obblighi quotidiani, faticano a trovare il tempo per una partita di golf. Un’ora di luce in più alla sera potrebbe consentire loro di scendere in campo più spesso. “Un’ora in più di luce serale può sembrare una cosa semplice, ma per gli americani comuni può fare la differenza tra riuscire a giocare a golf e non riuscirci”, ha scritto Rolapp.
Secondo il dirigente, la modifica potrebbe tradursi in 23 milioni di partite di golf in più ogni anno, con un impatto economico stimato in un miliardo di dollari per l’industria del settore. Trump ha reso pubblica la lettera pochi giorni dopo averla ricevuta, dando ulteriore visibilità a una proposta che intreccia interessi economici, abitudini quotidiane e una delle sue passioni più note.
Nonostante le pressioni della Casa Bianca, la riforma non ha ancora una strada chiara per arrivare all’approvazione definitiva. Il senatore repubblicano Tom Cotton, dell’Arkansas, ha espresso riserve sul provvedimento. Trump lo ha accusato di averlo bloccato e, in un post del 3 ottobre, ha persino pubblicato un numero di cellulare attribuito al senatore, invitando i cittadini a contattarlo.
Il senatore ha difeso la propria posizione sostenendo che, sebbene nessuno ami spostare le lancette due volte l’anno, il problema è cosa accade quando si mantiene l’ora legale anche in inverno. In passato, ha ricordato, una soluzione simile era stata tentata e poi abbandonata dopo le proteste per le albe troppo tardive.
Anche altri repubblicani hanno sollevato dubbi, soprattutto per la sicurezza dei bambini che devono prendere lo scuolabus quando fuori è ancora buio. Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha ammesso che al momento non esiste un consenso sufficiente per far avanzare la proposta.
