Promemoria, la filastrocca di Gianni Rodari cantata da Ghali nel corso della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, è un inno semplice e diretto contro la guerra: nello stile tipico del noto autore per ragazzi, il componimento offre un messaggio diretto e immediatamente comprensibile, contrapponendo le attività quotidiane proprie di ogni bambino, a un qualcosa da rifiutare a priori. Di seguito il testo, tratto da Il secondo libro delle filastrocche (1985, Einaudi, raccolta postuma)
“Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.”
Rivolgendosi direttamente a un ascoltatore – tipo, il narratore lo esorta a ricordare le cose importanti (o necessarie) atte a portare a pieno compimento la propria giornata, compiti quotidiani e umili equamente divisi tra il giorno (primi tre versi) e la notte (successivi quattro versi). D’improvviso, però, il registro cambia e il racconto diventa monito esplicito, negli ultimi quattro versi: alcune cose, come la guerra, non vanno fatte proprio mai.
Nell’ambito della ristampa completa dell’opera rodariana in occasione del centenario della nascita, la casa editrice Einaudi Ragazzi ha proposto ‘Promemoria’ in un’edizione speciale di 40 pagine, illustrata da Guido Scarabolotto. Così l’artista, in un articolo pubblicato sul magazine Frizzifrizzi
«Lo sapevo che prima o poi mi capitava di fare delle illustrazioni per Gianni Rodari» dice lui. «Per un illustratore Gianni Rodari è un po’ come le sedie per gli architetti: prima o poi bisogna farne una».
