A mezzanotte, tra il 22 e il 23 settembre è stato pubblicato Quando ti rivedrò ultimo brano inedito di Gino Paoli, composto dal maestro genovese poco prima della scomparsa avvenuta in primavera; il brano, inizialmente pensato per essere un duetto con Ornella Vanoni, scomparsa anch’ella, prima di poter incidere la propria parte, si fregia ora del contrappunto dei suoni della tromba del jazzista Paolo Fresu. La data di pubblicazione non è casuale, in quanto richiama i compleanni di Paoli e Vanoni, nati entrambi, a poche ore di distanza, nel 1934.
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Il brano ripercorre in modo poetico e suggestivo una storia d’amore come tante, fatta allo stesso tempo di ricordi e rimpianti, e riflette sulla possibilità di ri-afferrare un passato ormai lontano, sia in una dimensione terrena che in un Oltre scevro di qualsivoglia connotazione religiosa; il testo, pur non presentando riferimenti biografici espliciti, sembra una sorta di testamento spirituale per i posteri riguardo l’intensa relazione amorosa tra Paoli e Vanoni, trasformatasi poi in solida amicizia, proseguita fino all’ultimo giorno.
Quando ti rivedrò
Non so come farò
A capire se ancora c’è
Questo filo che tra di noi
Non s’è fermato mai
Se c’è in te ancora la magia
Che per me non si è fermata
Tu, che non mi guardi, tu
Che non mi ascolti, tu
Che non mi parli, tu
Che non ti accorgi, tu
Che non mi ami, tu
Che non è vero
Tu, gli stessi occhi, tu
La stessa bocca, tu
La stessa voce, tu
Le stesse mani, tu
La stessa storia, tu
La stessa anima
Quando ti rivedrò
Non ci sarà un perché
Tu non capirai
Nemmeno io capirò perché
Si va via e ci si trova ancora
Tornerà la strana magia
Che tra noi non è finita ancora
Tu, gli stessi occhi, tu
La stessa bocca, tu
La stessa voce, tu
Le stesse mani, tu
La stessa storia, tu
La stessa anima
Noi, gli stessi giorni, noi
Le stesse notti, noi
Le stesse sere, noi
La stessa storia, noi
Lo stesso amore, noi
La stessa vita
E torniamo a ridere
E torniamo a credere
Che si può riprendere
Dove si è fermato il tempo