Il figlio di Robin Williams, Zak, ha raccontato in un’intervista a People che suo padre spesso si fermava per strada ad aiutare dei senzatetto o persone in difficoltà. Con questo esempio, spiega Zak, Robin gli ha insegnato cos’è la gentilezza nei confronti del prossimo.
Zak Williams, che oggi ha 41 anni, è stato intervistato da People in occasione del dodicesimo gala annuale di Bring Change to Mind Revels & Revelations e ha raccontato:
“Quando ero piccolo ed eravamo in giro per San Francisco, dove sono cresciuto, lui si fermava a parlare con qualcuno per strada – una persona senza fissa dimora – e gli diceva “Hey capo, cosa posso fare per te?”. E gli procurava cibo, pasti, soldi. Lui aveva grande considerazione delle persone in difficoltà e mi ha aperto gli occhi su cosa è davvero la gentilezza”
Williams è morto nel 2014 a causa di una malattia neurodegenerativa che lo aveva spinto al suicidio. Da allora Zak e i suoi fratelli minori, Zelda e Cody, si sono proposti di proseguire l’attività filantropica del loro papà.
“Per lui era importantissimo dare un contributo per migliorare la condizione umana, e questo andava ben oltre la missione di far ridere la gente.

Williams, spiega Zak, sosteneva concretamente numerose organizzazioni, tra cui la Challenged Athletes Foundation, che aiuta i disabili ad avere una vita attiva, anche tramite lo sport; la Fondazione di Christopher Reeve che sostiene la ricerca sulle lesioni della colonna vertebrale, e il St. Jude, un ospedale che porta avanti ricerche sui tumori nei bambini e in generali su gravi malattie pediatriche. Una propensione ad aiutare gli altri, che qualche volta Robin Williams raccontò anche al cinema, con film come Patch Adams, tratto da una storia vera.
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Oggi i fratelli Williams sono fieri di portare avanti quel lavoro così importante che per il protagonista di Jumanji significava tanto. Zak Williams ad esempio è il presidente di Bring Change to Mind, un’associazione voluta da Glenn Close che aiuta a combattere lo stigma sulle malattie mentali. “Per noi è la naturale estensione di ciò che lui vorrebbe: aiutare le persone, soprattutto i più giovani. Lui amava i bambini. E come famiglia, sentiamo che è il modo più naturale di onorare la sua memoria”
