Un pomeriggio di ordinaria amministrazione al cimitero monumentale del Verano si è trasformato in un caso che ha coinvolto le forze dell’ordine, solo per rivelarsi poi un malinteso. La lapide della tomba di Gigi Proietti, scomparso nel 2020, è improvvisamente sparita dalla sua collocazione, scatenando l’immediata reazione di Ama S.p.A., l’azienda che gestisce il cimitero.
Con una nota ufficiale diffusa nel tardo pomeriggio di sabato 6 giugno, Ama aveva comunicato che alcuni ignoti avevano danneggiato e rubato la lapide della tomba dell’attore. L’azienda non aveva perso tempo: denuncia immediata alle autorità competenti e collaborazione attiva con le forze dell’ordine, con tanto di fornitura delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del cimitero.
Come spiega Repubblica, la società aveva assicurato la massima collaborazione agli investigatori per il pieno accertamento dei fatti e l’individuazione dei responsabili di quello che sembrava un gesto vandalico ai danni della memoria di uno degli attori più amati.

Tuttavia, nelle ore successive è emersa la verità: non si trattava affatto di un furto. Secondo le prime ricostruzioni, la lapide era stata rimossa lecitamente dall’agenzia di pompe funebri incaricata dalla famiglia per un motivo ben preciso. Il nome della moglie dell’attore, Sagitta Alter, recentemente scomparsa, doveva essere aggiunto alla lapide, come da prassi.
L’Ama, non informata preventivamente dell’intervento programmato, aveva interpretato la scomparsa della lapide come un atto criminoso, attivando immediatamente le procedure di sicurezza.
La lapide, secondo quanto comunicato successivamente dall’ufficio stampa della famiglia Proietti, tornerà al suo posto entro lunedì, completata con il nome di Sagitta.
A proposito di profanazioni (vere, in questo caso) qui vi raccontiamo l’assurda storia del furto della salma di Mike Bongiorno.
