Serata movimentata all’Agnata, in Gallura, dove si è tenuto il concerto di Diodato dedicato a Fabrizio De André, nell’ambito del festival sardo Time in Jazz. Tra il pubblico c’erano anche la vedova di Faber, Dori Ghezzi, e accanto a lei anche il ministro dei Trasporti e segretario della Lega Matteo Salvini, la cui presenza ha provocato la reazione veemente di una spettatrice.
La donna, durante lo spettacolo, ha preso la parola per contestare la presenza del ministro e ha poi lasciato il concerto. A quel punto è intervenuta Dori Ghezzi, proprietaria, insieme al cantautore, della tenuta che ha ospitato l’evento. La cantante ha invitato al confronto e al dialogo, prendendo una posizione diversa da quella della ragazza.
La vicenda ha rapidamente superato i confini dell’evento ed è arrivata sui social, dove si sono confrontate posizioni molto diverse. Tra gli interventi più duri c’è stato quello di Alice De André, nipote di Fabrizio, che ha ricordato il rapporto del nonno con le contestazioni e ha sostenuto che avrebbe reagito in modo molto diverso davanti a una situazione simile.
Il momento di tensione si è verificato durante l’esibizione di Diodato. Salvini era seduto tra gli spettatori quando una ragazza si è alzata e, rivolgendosi al pubblico, ha manifestato il proprio dissenso per la presenza del ministro. “Non posso rimanere ad assistere a questo concerto vista la presenza di quell’individuo”, ha detto la spettatrice, prima di allontanarsi, come riportato da L’Unione Sarda.
La scena è stata ripresa anche in video e condivisa online da Roberto Cotti, del Movimento 5 Stelle. Le immagini mostrano la ragazza in piedi tra il pubblico mentre intorno a lei si sentono reazioni differenti, tra chi la sostiene e chi fischia.
A quel punto Dori Ghezzi è intervenuta. La cantante, seduta accanto a Salvini, si è alzata, ha raggiunto i musicisti e ha preso il microfono per rivolgersi alla spettatrice e al resto del pubblico.
“Non sono d’accordo con voi. Io la penso diversamente, sono sempre di sinistra. Ma è giusto creare un dialogo, almeno tentare. Altrimenti non saremmo più un Paese democratico dove possiamo votare. È sbagliato, tutto questo. Parliamone se vuoi”
Anche Diodato è intervenuto prima di proseguire con il concerto, pur senza entrare nel merito della vicenda.
“Quante volte mi sono definito lontano anni luce da certi pensieri politici e certe attitudini politiche. Sinceramente non credo che sia giusto smettere di suonare, ma ci tengo a dire una cosa anche a chi ha deciso di andare via: io non sono padrone di casa e non mi permetto di cacciare nessuno. Ma speriamo che la musica di De André illumini un po’ di più la nostra classe politica”
La polemica non si è fermata al termine del concerto. Sui social è arrivato anche il commento di Alice De André, figlia di Cristiano De André e nipote di Fabrizio. La sua posizione è stata decisamente più dura e sarcastica rispetto a quella espressa dalla nonna Dori Ghezzi. Alice ha definito la presenza di Salvini all’evento qualcosa di “comico” e ha messo in discussione la compatibilità tra il pensiero politico di Salvini e quello del nonno, oltre a riflettere sul significato che oggi viene attribuito alla figura di Fabrizio De André.
“Io non so esattamente che cosa sia riuscito Salvini a capire dai testi di mio nonno. Forse la musica? Forse il la la la? Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione. Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo”
Poi Alice De André ha ricostruito dal suo punto di vista quanto accaduto all’Agnata:
“Una ragazza si alza e contesta la presenza di Salvini al concerto e scoppia la polemica. Per la ragazza, non per Salvini in prima fila a un concerto di De André”
La nipote di Faber ha quindi posto una domanda sul modo in cui oggi viene ricordato il cantautore, sostenendo che la sua figura rischi di essere trasformata in un simbolo condiviso da tutti, al di là delle sue idee. “Una specie di santino nazionale. Quello che ascoltiamo tutti, celebriamo tutti, citiamo tutti. Purché nessuno si azzardi a ricordare che cosa diceva realmente”
Alice ha poi richiamato proprio il modo in cui De André affrontava le contestazioni durante i suoi concerti:
“Una ragazza che contesta un politico a un concerto di De André non è fuori luogo. È forse una delle cose più coerenti che sono successe durante tutta la serata. Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni. Fermava la musica, parlava, discuteva. Quindi, se proprio vogliamo parlare di rispetto, ieri Salvini poteva alzarsi e rispondere, non farsi proteggere dal silenzio educato del pubblico”
Infine, l’affondo rivolto a chi oggi celebra la musica di De André senza necessariamente confrontarsi con le sue idee:
“Volete Fabrizio De André? Allora prendetevelo tutto. Non soltanto le canzoni che fanno bella figura alle commemorazioni. Prendetevi anche quello che pensava. Quello che contestava. E soprattutto prendetevi il fatto che mio nonno, davanti a quella scena, avrebbe fermato il concerto e probabilmente avrebbe chiesto a Salvini che (omissis) ci faceva lì”

Matteo Salvini ha scelto di replicare direttamente sui social, sottolineando innanzitutto di non considerare particolarmente grave la contestazione nei suoi confronti.
“Io sono anche abituato a contestazioni e insulti, a volte può accadere, nessun dramma. Faccio politica da una vita: non è questo il problema. Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi (anche se ha disturbato l’artista, Dori e tutto il resto del pubblico) così come io ho il diritto di risponderle. Funziona così, si chiama democrazia. Ma nessuno può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare”
Il leader della Lega ha poi rivendicato il proprio legame personale con la musica di De André, spiegando che l’interesse per il cantautore risale agli anni del liceo.
“Amo De André dai tempi del liceo, grazie ai dischi dei miei genitori. Quando passo da Genova per lavoro, cerco di trovare il tempo di portare una preghiera a Staglieno. Non so cosa direbbe Fabrizio oggi. E soprattutto non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai. So cosa dicono a me le sue canzoni, la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione”
Sapete che la tenuta dove si è tenuto il concerto è la stessa dove Dori Ghezzi e De Andrè furono sequestrati? Qui tutta la storia.
