Dopo il successo di Sta Andando Tutto al Contrario e il boom arrivato con il Festival di Sanremo 2026, Samurai Jay ha deciso di raccontare una parte molto dolorosa della sua vita. In occasione di un servizio de Le Iene ambientato sul Vesuvio – con tanto di falò notturno – il cantante napoletano ha mostrato a Nicolò De Devitiis vecchie foto e parlato apertamente dei disturbi alimentari, del bullismo subito durante l’adolescenza e del percorso che lo ha portato a stare meglio.

L’artista ha spiegato che per anni si è sentito “grasso, strano e diverso” e che il rapporto con il proprio corpo è diventato sempre più complicato già a partire dai 14 anni. Samurai Jay ha raccontato di aver sofferto sia di bulimia che di anoressia, arrivando a perdere oltre 40 chili nel giro di sei mesi.
“Pesavo più di 100 chili e poi ho smesso completamente di mangiare. Anche quando ero molto magro continuavo a vedermi grasso. Se mangiavo un pezzo di pane stavo male e andavo in bagno”
Come riporta Biccy, durante il servizio, il cantante ha mostrato alcune fotografie del periodo più difficile della sua vita, spiegando che dietro quei cambiamenti fisici estremi c’erano problemi molto più profondi e ha sottolineato che tra le foto in cui è più in carne e quelle in cui è sottopeso erano passati solo pochi mesi.
Ha raccontato anche di aver finto di mangiare davanti alla madre per non farla preoccupare. La situazione è precipitata dopo un malore: “Ho sollevato le buste della spesa e sono crollato a terra. Mi hanno fatto le analisi e avevo tutti i valori sballati. Ho rischiato di morire”.
Samurai Jay ha anche rivelato di aver attraversato anche una fase di autolesionismo e di essersi isolato completamente dal mondo esterno: “Mi chiudevo in casa perché solo lì mi sentivo al sicuro”.
Oltre ai disturbi alimentari, il cantante ha parlato anche del bullismo subito durante gli anni della scuola. A prenderlo di mira, ha spiegato, non era soltanto il suo aspetto fisico, ma anche il modo di vestirsi, i gusti musicali e il suo atteggiamento considerato “diverso” rispetto a quello degli altri ragazzi: “Venivo deriso continuamente perché ero fuori dagli schemi. Nella mentalità di paese bastava essere un po’ diversi per diventare un bersaglio”.
L’artista ha ricordato episodi molto violenti, raccontando di essere stato più volte accerchiato e picchiato da gruppi di coetanei: “Mi prendevano a calci, mi strattonavano e ridevano. Io non ho mai reagito”. Nel finale del servizio, poi, Samurai Jay ha voluto lanciare un messaggio importante a chi oggi sta vivendo situazioni simili alle sue: “Io ne sono uscito grazie all’aiuto degli altri e grazie alla musica. Chiedere aiuto non è mai sbagliato”.
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