C’è un momento, nella vita di ogni star, in cui la maschera del personaggio che l’ha resa celebre inizia a stare stretta. E poi c’è Sarah Jessica Parker, che quel confine tra finzione e realtà lo ha attraversato così tante volte da rendere Carrie Bradshaw parte della sua identità. Eppure, all’annuale Fall Fashion Gala del New York City Ballet, l’attrice si è presentata con un look capace di far dimenticare, almeno per una sera, la mitica protagonista di Sex and the City.
Sotto braccio al marito Matthew Broderick, Sarah Jessica Parker ha catturato tutti gli sguardi con un’acconciatura che sembrava uscita direttamente da una fiaba contemporanea: una lunghissima treccia a spina di pesce, attraversata da nastri rosa confetto, che scendeva lungo la schiena come un elemento scenografico. Non una semplice pettinatura, ma una vera e propria architettura tricologica che trasformava l’attrice in una moderna Raperonzolo newyorkese.
La treccia arrivava quasi alle ginocchia grazie alle extension, e i dettagli rosa riprendevano perfettamente quelli dell’abito floreale e semi-trasparente firmato Simone Rocha. È difficile, guardandola, non pensare a Carrie Bradshaw che ha sempre saputo trasformare un particolare apparentemente infantile, come un fiocco, una piuma o un nastro, in qualcosa di sofisticato e sorprendentemente metropolitano. Le più attente avranno notato che questa acconciatura richiama anche quella ornata di fiori e nastri indossata dal suo alter ego in And Just Like That. Ma questa volta c’è qualcosa di profondamente diverso.
A 61 anni, Sarah Jessica Parker non sembra minimamente interessata a dimostrare di essere rimasta la stessa donna di venti anni fa. Al contrario: il suo beauty look gioca proprio sul passaggio del tempo, trasformandolo in un manifesto estetico. I capelli, lavorati con un effetto di grey blending dalla sua storica colorista Gina Gilbert del Benjamin Salon, lasciano convivere le sfumature naturali del grigio con riflessi luminosi e biondi.
La tecnica del grey blending, che Gilbert ha perfezionato negli ultimi 15 anni di collaborazione con l’attrice, non stravolge la chioma con tinte totali ma opta per schiariture strategiche capaci di accogliere delicatamente i fili d’argento, texturizzandoli con il biondo. Il risultato è meno un ritorno al passato e più una dichiarazione di stile contemporaneo: l’argento diventa parte della tavolozza, non qualcosa da nascondere o correggere. In questo modo la transizione è più morbida e si mantiene sempre un aspetto curato, anche senza ricorrere continuamente alla tinta.
Non si tratta di una scelta casuale o dettata dalla pigrizia. Sarah Jessica Parker sta abbracciando un movimento sempre più diffuso tra le star hollywoodiane: da Andie MacDowell a Olivia Colman, passando per Jamie Lee Curtis, sono numerose le attrici che promuovono un messaggio di hair positivity rinunciando alla tinta tradizionale. È una rivoluzione silenziosa che rompe uno dei tabù più radicati dell’industria dello spettacolo: l’idea che l’invecchiamento debba essere mascherato, nascosto, combattuto con ogni mezzo.
La scelta è particolarmente significativa proprio in occasione del Fall Fashion Gala del New York City Ballet, un evento che per Parker non rappresenta soltanto uno sfondo glamour. L’attrice è da anni profondamente legata a questa istituzione culturale: ricopre il ruolo di vice-chair del consiglio e nel 2012 ha contribuito alla nascita proprio di questa serata, concepita per mettere in dialogo la danza con la moda. Da allora il progetto ha coinvolto numerosi designer internazionali, trasformando l’appuntamento in uno degli eventi più singolari del calendario culturale newyorkese.
La treccia del 2026 sembra così la naturale evoluzione di una storia cominciata molto prima. Prima c’erano i grandi chignon da ballerina, rigorosi e disciplinati. Poi i fiocchi oversize che giocavano con il confine tra eleganza e ironia. E adesso è il fiocco che diventa treccia, il rigore che si trasforma in fantasia romantica. Non è più soltanto l’idea della ballerina disciplinata, con lo chignon perfettamente tirato. È una ballerina immaginaria, quasi cinematografica: capelli lunghissimi, nastri che si muovono, riflessi argento, fiori e trasparenze.
Questo look ha reso difficile persino posare accanto al marito Matthew Broderick e alle altre star presenti, inclusa una splendida Stevie Nicks con una corona floreale tra i capelli. Ma la scomodità pratica vale ampiamente il risultato estetico: quella treccia racconta una storia di libertà espressiva che attraversa i decenni senza piegarsi alle convenzioni.
Forse è proprio questo il segreto dello stile di Sarah Jessica Parker: non cercare di separare la donna dal personaggio, il passato dal presente, lo stile dalla performance. Carrie Bradshaw può ancora comparire nei suoi look, ma non deve necessariamente tornare indietro nel tempo. Può avere capelli grigi, una treccia da fiaba e sessant’anni passati con la stessa curiosità estetica di sempre.
