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Home » Personaggi » Sarkozy e Carla Bruni, il primo incontro in carcere: “Era bianca in volto” e poi è scoppiata a ridere

Sarkozy e Carla Bruni, il primo incontro in carcere: “Era bianca in volto” e poi è scoppiata a ridere

Sarkozy racconta la visita di Carla Bruni in carcere: una stanza di 5 mq senza finestre. Il primo colloquio e i 20 giorni di detenzione dell'ex presidente francese.
RedazioneDi Redazione10 Dicembre 2025
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Nicolas Sarkozy e Carla Bruni
Nicolas Sarkozy e Carla Bruni (RaiUno)
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Nicolas Sarkozy ha vissuto uno dei momenti più delicati della sua vita il 21 ottobre 2025, quando è diventato il primo ex presidente della Repubblica francese a varcare le porte di un carcere. Condannato a cinque anni di prigione per associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta sul presunto finanziamento libico della sua campagna presidenziale del 2007, l’ex capo di Stato si è presentato alla Maison d’arrêt de la Santé per un’incarcerazione dalla durata inizialmente indeterminata.

Nel suo nuovo libro Le journal d’un prisonnier, del quale i media francesi, tra cui Paris Match, hanno riportato qualche estratto, Sarkozy racconta con dettagli inediti quella giornata drammatica e i venti giorni trascorsi dietro le sbarre prima della liberazione avvenuta il 10 novembre 2025. Il racconto più toccante riguarda il primo incontro con sua moglie Carla Bruni.

Stando al racconto dell’ex Presidente, la mattina del 21 ottobre, le prime parole di Carla Bruni al risveglio sono state: “Che incubo! Cosa abbiamo fatto per subire tutto questo?”. La modella aveva trascorso una notte terribile, consapevole che poche ore dopo avrebbe dovuto separarsi dal marito per un periodo di tempo indefinito. Dopo la colazione in famiglia, l’ultima prima della detenzione, Nicolas e Carla sono usciti dal loro appartamento nel XVI Arrondissement per incontrare le migliaia di persone accorse a manifestare solidarietà.

Sarkozy scrive nel suo diario che il volto di sua moglie era segnato dall’emozione.

“Carla era meravigliosa come sempre. Forte quanto intelligente. Ma sentivo quanto la sua sofferenza fisica fosse profonda all’idea della nostra separazione. In diciotto anni di matrimonio non eravamo mai stati lontani l’uno dall’altra per più di due o tre giorni. Non sapevamo quanto sarebbe durata questa separazione imposta. Qualche settimana? Qualche mese? Nessuno, nemmeno i miei avvocati, poteva o voleva sbilanciarsi.”

L’ex presidente confessa che non vedere Carla quotidianamente gli era insopportabile, ma si imponeva di non pensarci troppo per non crollare. “Se avessi ceduto, tutta la solidità dell’edificio familiare rischiava di sgretolarsi. E io potevo cedere”, ammette con sincerità.

Il primo colloquio con Carla è arrivato già il giorno stesso dell’incarcerazione, rappresentando “un immenso sollievo” per entrambi. Un sorvegliante è venuto ad avvertire Nicolas che sua moglie era in arrivo e che doveva prepararsi all’uscita dalla cella

“Carla mi aspettava davanti alla porta. Si è letteralmente gettata tra le mie braccia. I suoi tratti erano segnati. Era bianca. La sentivo devastata. Ero così felice di ritrovarla e di poterla stringere a me.”

La descrizione del luogo d’incontro rivela le condizioni spartane della sala per i colloqui: una stanza di appena cinque metri quadrati, senza finestra, illuminata da un neon al soffitto. I sorveglianti hanno chiuso la porta a doppia mandata. “Non si è mai troppo prudenti. Avremmo potuto fuggire”, ha commentato Sarkozy con ironia amara. All’interno, un tavolo in formica e due sedie di plastica. “Nemmeno un bicchiere d’acqua. Nemmeno un caffè. Nemmeno un po’ di umanità.”

 

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L’ex presidente racconta di essersi scusato con Carla per doverla ricevere in quel modo e per farle subire tutte quelle sofferenze. La reazione della cantante però è stata inaspettata: è scoppiata a ridere, tanto la situazione le sembrava improbabile.

Il 10 novembre, dopo venti giorni di detenzione, Nicolas Sarkozy è stato rilasciato in seguito alla decisione della corte d’appello che ha ordinato la sua liberazione sotto controllo giudiziario, in attesa del processo d’appello previsto tra marzo e giugno 2026. Il ritorno alla libertà è stato carico di emozioni contrastanti. “Parlavo molto poco. Ero come stordito dall’aria esterna dopo quelle settimane di reclusione e isolamento”, scrive.

Carla gli ha restituito il cellulare lasciato all’ingresso della Santé. Nel momento in cui si è riattivato, non ha smesso di vibrare: centinaia di messaggi in attesa.

“Non ho avuto il coraggio di rispondere a nessuno. Mi sono coricato presto. Ero ancora più stanco che in prigione. La notte è stata tranquilla. Niente rumori. Niente grida. Niente minacce. Che cambiamenti apprezzabili. Ritrovando Carla, potevo respirare normalmente di nuovo. Non avevo più bisogno di stare all’erta e in guardia. Potevo abbassare la vigilanza.”

Il giorno seguente, l’11 novembre, la coppia si è concessa un pranzo al ristorante Flandrin, segnando simbolicamente il ritorno alla normalità. Il giorno prima dell’arresto invece, Sarkozy e Bruni hanno festeggiato il compleanno della figlia in un ristorante stellato.

 

Sui social, la Bruni non ha mai smesso di esprimere il suo sostegno al marito. Il 10 novembre, giorno della liberazione, aveva ricondiviso il testo scritto da Nicolas sul suo profilo Instagram accompagnandolo con un semplice “Ti amo”.

 

Redazione

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