Durante un’apparizione nel programma tv Jimmy Kimmel Live, Arnold Schwarzenegger ha espresso dure critiche nei confronti dei media per come stanno descrivendo Los Angeles in seguito alle proteste contro le operazioni dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement). L’ex governatore della California ha respinto fermamente la retorica che dipinge la città come teatro di guerra, sostenendo che solo una minima parte della metropoli sia realmente coinvolta nei disordini. Il suo intervento giunge in un momento delicato, con migliaia di militari dispiegati e l’allarme per una possibile escalation voluta dal governo federale.

Come scrive Deadline, durante il programma condotto da Kimmel, Schwarzenegger ha condiviso una valutazione netta sugli eventi in corso a Los Angeles, dove le tensioni sono esplose dopo una serie di operazioni dell’ICE che hanno portato a numerosi arresti. Secondo l’attore e politico, la narrativa proposta da molti media americani, che presenta la città come una “zona di guerra”, non corrisponde affatto alla realtà. “Forse lo 0,001% dell’area di Los Angeles ha problemi e c’è una protesta”, ha sottolineato Schwarzenegger, ribadendo più volte che la stragrande maggioranza della città è tranquilla.
L’ex governatore della California, repubblicano (ma non simpatizzante di Trump) ha espresso preoccupazione per l’effetto che queste descrizioni esagerate possono avere sull’economia locale:
“Penso che sia importante che la gente lo sappia, perché non voglio che, all’improvviso, il turismo a Los Angeles ne risenta per colpa di quello che si vede in televisione. Perché i media a volte la mostrano come se tutta Los Angeles fosse una zona di guerra, ma non è davvero così”
Jimmy Kimmel gli ha fatto eco affermando che “nessuna parte di Los Angeles è una zona di guerra”, trovando piena concordanza nell’ospite.
Schwarzenegger ha poi allargato il discorso, criticando l’intera classe politica americana. Secondo lui, sia i Democratici che i Repubblicani hanno abbandonato ogni tentativo serio di riforma dell’immigrazione, usando invece il tema come strumento per raccogliere fondi.
“I politici non vogliono risolvere il problema. Preferiscono incolparsi a vicenda, e poi si sorprendono se gli mostriamo il dito medio”
L’attore ha poi sottolineato che i simboli dei due partiti, l’asino e l’elefante, “lasciano una pila di letame” al loro passaggio.

Il presidente Trump ha ordinato il dispiegamento di circa 4.000 soldati della Guardia Nazionale e 700 Marines per sedare le manifestazioni, che in alcuni casi hanno portato a episodi di vandalismo, scontri con la polizia e uso di molotov. Una giornalista australiana è stata colpita in diretta da una pallottola di gomma e come lei anche altre persone. L’operazione federale, iniziata il 7 giugno senza consultare il governatore Gavin Newsom, è stata interpretata da molti come un passo verso l’attivazione dell’Insurrection Act, una mossa altamente controversa.
Newsom ha accusato Trump di abuso di potere e di aver infiammato una situazione già instabile. “La democrazia è sotto attacco davanti ai nostri occhi. Il momento che temevamo è arrivato”, ha dichiarato. Poco prima, il sindaco di Los Angeles Karen Bass aveva imposto un coprifuoco notturno nell’area del centro cittadino, mentre attorno agli edifici federali si registrava una crescente tensione.
Per Schwarzenegger, la chiave per uscire dalla crisi sta nella collaborazione tra governo federale, stato e autorità locali.
“L’America ha sempre saputo uscire dai guai. Questo sarà risolto, credetemi. Los Angeles è e sarà sempre una grande città da visitare. Sono molto orgoglioso di Los Angeles”
