Amanda Knox ha risposto pubblicamente a Matt Damon dopo che l’attore hollywoodiano ha affermato che essere vittima della cancel culture può essere peggio di finire in prigione. Le dichiarazioni di Damon, rilasciate durante una recente intervista al podcast The Joe Rogan Experience insieme all’amico e collega Ben Affleck, hanno scatenato un acceso dibattito sui social media.
Durante la conversazione con Joe Rogan, Damon e Affleck hanno discusso delle conseguenze della cancel culture nella società contemporanea. L’attore premio Oscar ha suggerito che alcune persone cancellate pubblicamente preferirebbero scontare una pena detentiva piuttosto che affrontare l’ostracismo sociale permanente che deriva dall’essere esposte al pubblico ludibrio online.
Another thing Matt Damon could have run by me before putting out into the world. https://t.co/e65uzjDpkg
— Amanda Knox (@amandaknox) January 17, 2026
“Scommetto che alcune di quelle persone avrebbero preferito andare in prigione per 18 mesi o giù di lì e poi uscire e dire: ‘No, ma ho pagato il mio debito. Tipo, abbiamo finito. Tipo, possiamo considerarla chiusa?'”, ha dichiarato Damon. “Il fatto è che quando vieni flagellato pubblicamente in quel modo, non finisce mai. Ed è la prima cosa che ti seguirà fino alla tomba.”
Amanda Knox, che ha trascorso quasi quattro anni in un carcere italiano dopo essere stata condannata per l’omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher nel 2007, prima di essere completamente scagionata nel 2015, non ha esitato a contestare questa visione. La donna ha risposto su Twitter con un commento pungente: “Un’altra cosa che Matt Damon avrebbe potuto chiedermi prima di renderla pubblica”
Il riferimento non è casuale. Knox allude ad un precedente scontro avuto con Damon in occasione dell’uscita del film La ragazza di Stillwater, interpretato proprio da Damon. Il film presenta degli elementi in comune con la vicenda di Amanda Knox e getta dubbi sull’innocenza del personaggio principale. All’epoca dell’uscita del film, Knox aveva già criticato pubblicamente gli autori per aver sfruttato la sua esperienza senza il suo consenso.
Does my name belong to me? My face? What about my life? My story? Why does my name refer to events I had no hand in? I return to these questions because others continue to profit off my name, face, & story without my consent. Most recently, the film #STILLWATER.
/ a thread
— Amanda Knox (@amandaknox) July 29, 2021
Nelle risposte ai commenti sotto il suo tweet, Knox ha argomentato ulteriormente il suo pensiero. Quando la giornalista Katherine Brodsky ha sottolineato che alcune persone cancellate si sono tolte la vita, suggerendo che forse avrebbero preferito il carcere, Amanda ha replicato seccamente: “Anche le persone si suicidano in prigione.”
Ma è stata un’altra risposta a chiarire definitivamente la sua posizione. A un utente che le faceva notare di aver frainteso le parole di Damon, Knox ha spiegato: “Non è questo il punto. Non vai in prigione in segreto. E’ una cosa che porta con sé il proprio stigma e un trauma duraturo. Non puoi semplicemente “considerarla chiusa”, né dal punto di vista personale, né sociale”
A proposito di Matt Damon, l’attore di recente ha svelato il trucco che Netflix usa con gli utenti più distratti.
