In un video diventato virale in poche ore si vede un visitatore sedersi su una delle opere più note di Nicola Bolla, la Sedia Van Gogh, esposta a Palazzo Maffei di Verona. L’opera cede sotto il peso dell’uomo, suscitando indignazione online. Ma a sorprendere più di tutto è stata la reazione dell’artista. Intervistato dal Corriere della Sera, Bolla ha dichiarato non solo di non essersi arrabbiato, ma addirittura di essersi divertito. E poi ha raccontato anche di altri incidenti simili, accaduti con altre sue opere.
Al Corriere della Sera, l’artista piemontese che tra l’altro è anche medico chirurgo oculista ed esercita a Torino, ha detto:
“Rivedendo la scena nel video mi sono divertito. Quando la direttrice del museo veronese mi ha contattato non mi sono affatto arrabbiato. Forte delle esperienze precedenti, ho solo pensato ‘rieccoci’”
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L’artista ha spiegato che episodi simili gli sono capitati più volte nel corso degli anni. A suo dire, le sue opere — spesso realizzate con materiali insoliti come cristalli e swarovski — sembrano attrarre comportamenti fuori dall’ordinario. Un esempio clamoroso è avvenuto in Cina, dove una sua installazione ha subìto un’azione ancor più insolita.
“Poi clamoroso fu il water a Pechino, decorato da castoni, ma per un bimbo che visitava la mostra con i genitori non fece differenza: era un wc e decise di farci pipì. Anche ai Giardini Reali di Torino una mia altalena venne usata in malo modo da due passanti nonostante fosse posta a una certa altezza”
Riguardo al video del museo veronese, Bolla ha anche riconosciuto una somiglianza con un celebre film con Alberto Sordi:
“Piena di brillanti com’era, non poteva essere scambiata per una sedia comune come nel film. Tra l’altro, che strano selfie pretendeva di fare il turista: sedendosi, l’opera scompare alla vista!”
Il riferimento è all’episodio Le vacanze intelligenti del film Dove vai in vacanza?, con Sordi e Anna Longhi, in cui marito e moglie, due sempliciotti, finiscono in un museo d’arte contemporanea, e scambiano un’opera d’arte per una sedia sulla quale riposarsi.
Bolla ha poi raccontato un altro episodio emblematico che testimonia il suo approccio aperto e ironico verso l’arte e le sue “trasformazioni impreviste”.
“Anni fa, su un set, un mio teschio con gli swarovski venne chiuso in un armadio e un attore entrandovi per girare una scena lo schiacciò inavvertitamente: ho deciso di non ripararlo, di tenerlo così, perché nelle mie opere ragiono sulla vanitas e quindi anche un teschio, simbolo classico del memento mori, se distrutto può assumere un significato altrettanto valido.”
Per Nicola Bolla, dunque, l’arte è anche questo: imprevedibilità, rottura (a volte letterale), e la capacità di accogliere l’imprevisto come parte del processo creativo. Del resto, anche la sedia Van Gogh rotta non gli dispiaceva:
“Devo ammettere che anche rotta aveva il suo perché. Poteva sembrare una sedia dalle gambe pieghevoli come nei film di Buster Keaton. Per un attimo ha acquisito una sfumatura surreale, sempre sulla linea vanitas-ironia”
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