Un’intervista potenzialmente esplosiva quella annunciata da Selvaggia Lucarelli nel suo podcast Burn Out: protagonista Fabio Maria D’Amato, ex socio e storico collaboratore di Chiara Ferragni. Un nome che, finora, era rimasto in secondo piano rispetto all’esplosione mediatica del cosiddetto Pandoro Gate. L’episodio, anticipato sui social con una breve clip, sarà pubblicato domani e si presenta già come uno dei contenuti più sorprendenti del podcast.
Nel “pre-puntata” diffuso da Lucarelli, viene rivelato che l’intervista a D’Amato arriva a circa due anni dall’inizio del Pandoro Gate, la vicenda giudiziaria e mediatica che ha travolto il mondo Ferragni. Lucarelli sottolinea come D’Amato abbia scelto ora di parlare adesso “con grande coraggio” dopo un lungo silenzio, giustificato dalla presenza di procedimenti ancora in corso e dalla necessità di attendere gli sviluppi giudiziari.
D’Amato spiega a Lucarelli le motivazioni che lo hanno spinto a parlare proprio con lei:
“Perché per due anni io non ho avuto molto da aggiungere – e soprattutto non ho potuto – perché c’erano le questioni processuali che dovevano fare il loro corso ed era giusto dare precedenza a quello. Ti ho scritto perché tutto quello che ho visto e letto durante questo periodo, non l’ho trovato così competente e corretto rispetto a quello che tu hai detto.”
E aggiunge un passaggio che lascia intendere l’interesse da parte dei media, nei suoi confronti, in questi mesi:
“Molti mi hanno ovviamente chiesto di parlare, c’è chi mi ha offerto del denaro ma non mi interessa. C’è chi mi ha offerto di scrivermi le domande e le risposte”
Alla domanda se si trattasse di interviste “concordate”, D’Amato chiarisce: “Beh sì, con domande e risposte assolutamente concordate. Ma io in tutta la mia vita professionale e umana mi sono sempre preso la responsabilità di quello che ho fatto.” D’Amato ha poi spiegato che ha preso la decisione di parlare per la prima volta con qualcuno che egli ritiene “al di sopra delle parti” e ha ringraziato Lucarelli per averlo ospitato.
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Lucarelli aveva già anticipato nei giorni precedenti di aver intervistato un nome inaspettato, ma nessuno si aspettava il coinvolgimento di Fabio Maria D’Amato, figura chiave dell’entourage Ferragni.
Tempo fa, dopo la chiusura della fase più intensa della vicenda giudiziaria legata al Pandoro Gate, D’Amato aveva affidato a Instagram una lunga riflessione personale:
“Sono stati due anni di estremo dolore, sofferenza e spaesamento. Due anni di vita in sospeso dove in troppi hanno detto tutto, spesso senza sapere niente. La mia onestà e la correttezza umana che ho dimostrato sempre nel mio percorso di vita e di lavoro oggi sono state restaurate. Ho sempre creduto nella giustizia e oggi sono orgoglioso che la giustizia sia stata ristabilita”
E ancora:
“Ci sono voluti anni per costruire una storia imprenditoriale e socio-culturale pionieristica studiata anche all’estero. Peccato aver voluto cancellare tutto in un soffio”
Un messaggio concluso con una dedica personale al padre scomparso, definendo quella fase della sua vita una prova di “resilienza e dignità”.
