Durante la sua partecipazione a Verissimo, Selvaggia Lucarelli ha ripercorso ancora una volta la sua relazione affettiva con un uomo, successiva alla fine del suo matrimonio con il padre di suo figlio Leòn, in cui la giornalista si è scoperta vittima di manipolazione sentimentale: una situazione nata in un momento di forte fragilità emotiva. Come potete leggere in seguito, la giornalista ha raccontato di esserne uscita con un grande lavoro di introspezione su sé stessa, ma consiglia a chi si trova nella stessa situazione di chiedere aiuto,
“L’aggettivo “tossico”, che io uso spesso, è ormai molto abusato, quindi è molto difficile stabilire ciò che è malsano, un po’ storto, e ciò che è davvero velenoso. Nel mio caso, era qualcosa che davvero mi stava uccidendo sotto molti punti di vista, sia psicologico che, posso dire, anche fisico.
Nel senso che era una storia d’amore profondamente malata. Io avevo una fame e un desiderio di essere amata da questa persona che erano ingestibili ed erano, in qualche modo, un fardello che avevo dato a questa persona: quello di sfamarmi e di togliermi questa sete d’amore che lui non poteva soddisfare. E lui, allo stesso tempo, era il Narciso per eccellenza, l’uomo che voleva essere adulato, venerato, amato sopra ogni cosa. Questi due desideri erano inconciliabili, perché in fondo ognuno di noi chiedeva all’altro ciò che l’altro non poteva dare. Era un rapporto terribile: senza di lui non potevo vivere, stavo male, ero l’ombra di me stessa; con lui stavo ancora peggio. Quindi era né con lui né senza di lui.”

Come racconta Selvaggia nell’intervista disponibile anche su Mediaset Infinity, il rapporto è spesso sfociato in vere e proprie violenze psicologiche
“C’erano violenze psicologiche molto forti. Lui viveva sminuendomi, dicendomi che non valevo nulla, che ero sopravvalutata nel mio lavoro, che come madre ero pessima. Addirittura, ricordo che quello era il periodo conflittuale con il mio ex marito e lui prendeva sempre le parti del mio ex marito.
Io non avevo mai nessun tipo di sostegno dal punto di vista psicologico in un momento della mia vita che era molto faticoso, perché non ero centrata. Ero andata via da Roma a Milano per stare accanto a lui, quindi non avevo né affetti, né amicizie, né punti fermi. Avevo solo lui. E avere costantemente una persona che mi delegittimava e mi sminuiva era chiaramente molto duro dal punto di vista psicologico. Così mi sono ritrovata, a un certo punto, davvero a essere un pericolo per me stessa e per mio figlio, perché non ero mai lucida.”
Già nel 2021, in occasione dell’uscita del podcast Proprio a me, dedicato a storie di dipendenza affettiva, Lucarelli aveva parlato di ‘toccare il fondo’. Qui reitera il concetto
“Qualsiasi cosa facessi, ero sempre confusa. La parola “confusione” è quella che, in qualche modo, descrive meglio quel periodo della mia vita. Ero sempre confusa. Ero qui magari a parlare con te, ma mentre parlavo con te – mi capitava spesso, perché facevo televisione in quel periodo – pensavo: “Chissà cosa sta facendo lui, dov’è lui, oh Dio, forse mi sta chiamando, forse ha bisogno di me. No, ma io cosa sto facendo qui? Il mio lavoro probabilmente lo perderò, perché lui troverà un’altra…”. Ero in un delirio psicologico che mi faceva veramente molto male. Ho cominciato a perdere i capelli, ho iniziato ad avere tutta una serie di effetti psicosomatici anche sul mio fisico. Non ero presente come madre e quindi rischiavo continuamente incidenti in macchina, perché piangevo da sola”.
La ricetta per uscirne? Aiuto e, per quanto possa sembrare banale, darsi il tempo di dimenticare, e analizzare con obbiettività i fatti
“Ne sono uscita, purtroppo, senza chiedere aiuto. E dico purtroppo perché, in realtà, avrei dovuto farlo. La prima cosa che bisogna fare quando ci si sente invischiati in rapporti malsani è chiedere aiuto. ho fatto un grande lavoro su me stessa, di introspezione, ho cercato di capire quali fossero i miei limiti, e il tempo mi ha aiutato molto.
Diciamo che, in questi casi, purtroppo bisogna lasciarsi investire dal dolore e aspettare che il tempo faccia il suo corso. Attribuire tutte le colpe all’altro è un modo troppo comodo per uscirne. E non è nemmeno il modo giusto per imparare qualcosa. Per superare davvero una storia tossica bisogna capire perché ci si è finiti dentro. Una persona sana, di fronte a un rapporto così distruttivo, scappa. Io, invece, ci sono rimasta per quattro anni. Questo significa che, per quanto lui potesse essere manipolatore, sadico, narcisista, c’era qualcosa di irrisolto anche in me.”
Nella stessa intervista con Silvia Toffanin Selvaggia ha parlato di Chiara Ferragni e Fedez spiegando che l’influencer oggi ha pagato abbastanza per i suoi errori.
