Sergio Castellitto ha raccontato un simpatico aneddoto sulla nascita della figlia, quando si presentò in ospedale vestito da prete, ma riconoscendolo, lo fecero entrare. Al Corriere Fiorentino l’attore ha rilasciato una lunga intervista dove ha spiegato anche il suo prossimo lavoro e cioè Zorro scritto dalla moglie Margaret Mazzantini e portato al Teatro Puccini di Firenze.
L’artista racconta: “Stavo girando Don Milani e avevo addosso una tunica e i pantaloni. Quando mi chiamarono dicendomi che mia moglie stava per partorire sono partito così, vestito da prete. Una volta arrivato urlai che ero il padre e per fortuna mi fecero entrare”. Nonostante Castellitto abbia recitato in molti ruoli drammatici non ha mai fatto mancare l’ironia quando si è presentato di fronte ai microfoni dei giornalisti.
L’attore si sofferma poi anche sul suo prossimo lavoro, interpreterà Zorro al Teatro Puccini di Firenze domani e domenica prossima: “È la storia di un uomo normale, come la società lo definirebbe, che a un tratto per le circostanze della vita perde tutto quello che gli appartiene tra beni affettivi e materiali. Gli resta però addosso la dignità che è la cosa più preziosa”. L’interprete poi aggiunge: “Il suo osservatorio è disincantato e si scioglie con naturalezza nel raccontarsi. È un testo quasi allegro nella sua drammaticità”.
Sergio Castellitto in fondo ha interpretato diverse figure significative della nostra storia: “La gioia è nell’offrire delle storie, esserne testimone, raccontarle a chi c’era e chi deve ancora sentirle. Il riscontro per la fiction su Carlo Alberto dalla Chiesa è stato molto positivo anche da parte delle nuove generazioni. È sicuramente un buon segno, significa che c’è voglia di sapere, bisogno di conoscere”.
