Il ritorno di Shakira come voce ufficiale dei Mondiali di calcio 2026, con il brano intitolato “Dai Dai”, ha scatenato un’ondata di malcontento e amara ironia tra i tifosi italiani. Nonostante il ritmo incalzante e la collaborazione con il cantante nigeriano Burna Boy, la scelta di un titolo chiaramente in italiano per la colonna sonora del torneo nordamericano è stata percepita come una beffa atroce, dato che la Nazionale italiana non si è qualificata per la terza volta consecutiva alla massima manifestazione calcistica.
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Il video della canzone, girato nello storico stadio Maracanã di Rio de Janeiro, ha alimentato ulteriormente le polemiche a causa di alcuni dettagli simbolici. Nel videoclip in uscita il 14 maggio 2026 compaiono infatti i palloni ufficiali delle edizioni di Germania 2006, Sudafrica 2010 e Brasile 2014, ovvero le ultime tre edizioni a cui l’Italia ha effettivamente partecipato prima del lungo periodo di assenza (Russia 2018, Qtar 2022 e appunto Americhe 2026)
Questa scelta visiva, unita al ritornello che ripete ossessivamente l’incitamento in italiano, è stata interpretata sul web come un crudele scherzo del destino o una dedica involontaria a chi è rimasto a guardare.
Oltre il danno, la beffa! Un inno ufficiale dei Mondiali con titolo in italiano… senza l’Italia! 🇮🇹🥲
Shakira ha annunciato “Dai Dai”, la nuova canzone ufficiale della Coppa del Mondo, in uscita il 14 maggio insieme a Burna Boy.#DaiDai #Shakira #Mondiali #Italia pic.twitter.com/NSXLTtU9q7— Radio KissKiss (@radiokisskiss) May 8, 2026
Sui social network, le reazioni degli utenti italiani non si sono fatte attendere, oscillando tra il fastidio e il sarcasmo per una coincidenza che appare quasi studiata a tavolino. Particolarmente discusso è anche il significato fonetico del titolo nei Paesi ospitanti: se in italiano “dai dai” è un incitamento, in inglese – lingua madre di Stati Uniti e Canada – il suono richiama sinistramente il verbo “morire” (‘die’)
Tra i commenti più condivisi che riassumono il sentimento generale degli appassionati si legge:
“Doppio colpo: “dai dai” in italiano quando per l’ennesima volta non giocheremo i Mondiali e sempre “dai dai” che in inglese, lingua madre del Paese ospitante, suona molto come MUORI MUORI”
L’amarezza si concentra soprattutto sulla sensazione di essere presi in giro da una manifestazione che, pur usando simboli e parole legate alla nostra tradizione calcistica, ci vede ancora una volta esclusi dal campo. Un altro utente ha sottolineato con rassegnazione la coincidenza dei palloni storici presenti nel video:
«Shakira pubblica una canzone chiamata Dai, Dai con i palloni dei mondiali 2006, 2010 e 2014 guarda caso gli ultimi tre mondiali a cui ha partecipato l’ Italia. Che presa per il culo del destino…»
C’è anche chi, con estremo cinismo, ha suggerito titoli alternativi più adatti alla situazione attuale della Nazionale, evidenziando come l’ironia resti l’unica difesa rimasta ai tifosi:
“Se Shakira voleva davvero dedicarci qualcosa, avrebbe dovuto chiamarla Mai Mai”
Infine, il sentimento di essere oggetto di uno scherzo globale è riassunto efficacemente da chi scrive:
“Sembra che ci piglino per il sedere con il dai dai”
Mentre il resto del mondo si prepara a ballare sulle note del nuovo tormentone l’Italia si ritrova a gestire l’ennesimo boccone amaro di un Mondiale che, ancora prima di iniziare, ha già il sapore della beffa.
Il Mondiale, con le sue 104 partite (11 giugno-19 luglio) sarà visibile integralmente solo su DAZN; la Rai trasmetterà gratis una selezione di partite, per un totale di 35, fra cui le due semifinali e la finale
