In un’intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo, Simone Cristicchi ha ricostruito lo storico incontro con Alda Merini. Il cantante, da sempre vicino a temi di salute mentale ed emarginazione, si trovò a tu per tu con la poetessa, e spinto dalla curiosità, le chiese la sua fonte d’ispirazione. sperando che avrebbe parlato del suo periodo nei manicomi. Non pose una domanda diretta, perché gli avevano sconsigliato di parlare dei manicomi, visto che Merini si era stancata di farlo e avrebbe potuto avere reazioni brusche. La risposta di Merini non lascia spazio a interpretazione
Ecco le parole di Cristicchi al Corriere
«“Signore, saranno anche ca**i miei”. Quel primo incontro fu uno strazio. Alda Merini era di una dolcezza infinita, mi teneva la mano come una bambina indifesa, e un attimo dopo diventava una tigre inferocita pronta ad azzannarti. Senza mai arrivare all’insulto, ti distruggeva con uno sguardo”
Da quell’incontro nacque Nostra Signora dei Navigli, brano dedicato da Cristicchi alla poetessa: “Sì arrabbiò molto. La descrivo come una santa, con tutte le sue contraddizioni, la sua aggressività. Lo dico anche nell’ultimo spettacolo teatrale, Franciscus: la santità e la follia sono divise da un filo sottilissimo. Poi le portai un mazzo di rose, e facemmo pace”
Cristicchi racconta il resto dell’incontro sul suo blog:
“A quel punto accartocciai il mio foglio, e fu lì che, spontaneamente, lei cominciò a liberare i suoi pensieri più profondi parlandomi di tutto, del condominio chiassoso e di Beethoven. Fu lei a parlarmi del manicomio: “Non ero nessuno, ero rasoterra, ero felice di essere dimenticata, il mio cervello era saturo, e avevo fatto una caduta fisica, morale. Chissà cos’era successo: forse volevo rimuovere qualcosa di sgradevole. Non sappiamo cosa accade al cervello quando si ammala”.
Alda mi disse anche una cosa bellissima sulla sua arte, nel momento in cui fece riferimento alla sua casa, disordinata e strapiena di oggetti: “Vede – mi disse – se lei prova a pulire e fare ordine sarà pur bravo ma ricordi: le farfalle, se togli loro la polvere, non volano più. È la polvere che le fa volare. Così avviene per la poesia“.
Poco dopo, Merini avrebbe dedicato la poesia “A Simone” in onore di Cristicchi
Non piangere mai
su chi ha abbandonato la sua vita nei manicomi
L’hanno fatto spontaneamente
per non essere molestati
È gente che ha un’anima sola
e se perde quella muore
Voi uomini avete più anime
e molte maschere sul vostro viso
Giocate in enormi teatri
e in enormi teatri del non senso
Ma noi eravamo felici
di andare verso la morte
tragica soluzione di una vita
che non volevamo.
Nella stessa intervista Cristicchi ha parlato anche delle condizioni di salute di sua madre, oggetto di polemiche dopo Sanremo 2025.
