Ospite di Un giorno da pecora, il cantautore Simone Cristicchi ha discusso del proprio orientamento politico, senza esplicitarlo e definendosi un “artista libero”, ma dichiarando ‘un passato da antifascista‘ e rimandando al mittente le “accuse” di alcuni fan su eventuali tendenze di destra. Un dubbio apparentemente rinfocolato dallo spettacolo teatrale Magazzino 18, in cui Cristicchi raccontava il dramma delle foibe
“Mi pare che oggi si sia completamente dimenticato il mio passato da antifascista, io ho cantato Bella Ciao sul palco del Primo Maggio. Però da quando ho raccontato l’esodo istriano delle foibe si è tutto ribaltato. Se canto Bella Ciao divento di sinistra, se racconto le foibe sono di destra, allora c’è un problema: o sono confuso io, o sono confusi loro. Del resto, io sono da sempre un artista libero”
Peraltro per Cristicchi schierarsi politicamente in quanto artisti, non è assolutamente un dovere
“Gli artisti devono parlare con la loro arte, non devono necessariamente dichiarare le proprie idee. Ma chi lo desidera è naturalmente libero di farlo”
In un’intervista ad Avvenire del 2013, durante la prima tournèè dello spettacolo, a riguardo della questione foibe, Cristicchi aveva dichiarato:
“A me danno fastidio i “contabili delle foibe”, trovo oltraggioso litigare su quanti morirono davvero in foiba e quanti affogati o nei campi di prigionia di Tito. Ieri si è proposto di estendere il disegno di legge contro il negazionismo dalla Shoà alle foibe e lo trovo giustissimo: non tolgo alcun merito alla lotta partigiana, nei cui valori credo, ma nemmeno è giusto santificare la Resistenza, perché ogni fatto storico ha pure un suo lato negativo. Anche gli italiani durante la guerra hanno compiuto i loro crimini e in Magazzino 18 ne parlo, ma nulla può giustificare ciò che poi avvenne”
Al Festival di Sanremo 2025 Cristicchi ha presentato un brano molto discusso: qui trovate la spiegazione di Quando sarai piccola.
