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Home » Personaggi » Sostenevano che Brigitte Macron fosse un uomo: 10 imputati a processo a Parigi per cyberbullismo

Sostenevano che Brigitte Macron fosse un uomo: 10 imputati a processo a Parigi per cyberbullismo

Processo a Parigi contro 10 persone per cyberbullismo sessista verso Brigitte Macron, accusata falsamente di essere transgender. Fake news diffuse dal 2017.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco27 Ottobre 2025
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Brigitte Macron
Brigitte Macron - Photo by vverve (depositphotos)
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Si è aperto oggi, 27 ottobre, dinanzi al tribunale correttivo di Parigi il processo contro dieci persone accusate di cyberbullismo sessista nei confronti di Brigitte Macron. La prima donna di Francia, da anni bersaglio di una disinformazione globale secondo cui sarebbe una donna transgender, ha scelto di non presenziare all’udienza, che proseguirà domani pomeriggio.

Gli imputati sono otto uomini e due donne, di età compresa tra 41 e 60 anni, con professioni diverse: un rappresentante eletto, un gallerista, un insegnante, una sensitiva e un informatico. Secondo la procura di Parigi, i sospettati avrebbero diffuso numerosi commenti malevoli sul genere e sulla sessualità di Brigitte Macron, arrivando ad associare la differenza di età di ventiquattro anni con il marito a presunta pedofilia.

L’inchiesta sul cyberbullismo è stata affidata alla BRDP – una unità specializzata della polizia giudiziaria francese contro i crimini sulla persona – in seguito alla denuncia presentata da Brigitte Macron il 27 agosto 2024. Le indagini hanno portato a diversi arresti, in particolare a dicembre 2024 e febbraio 2025. Gli accusati rischiano fino a due anni di reclusione.

Tra i sospettati figura Aurélien Poirson-Atlan, 41 anni, pubblicitario noto sui social con lo pseudonimo di Zoé Sagan. Il suo account X, ora sospeso, era stato oggetto di diverse denunce ed era spesso associato a contesti complottisti. Oltre ai commenti su Brigitte Macron, Zoé Sagan si era reso noto nel febbraio 2020 per aver diffuso sui social video a sfondo sessuale di Benjamin Griveaux, il politico macronista che aveva rinunciato alla candidatura a sindaco di Parigi dopo uno scandalo.

Un altro profilo di rilievo è quello di Delphine J., 51 anni, che si presenta come sensitiva, giornalista e “informatrice” sotto lo pseudonimo di Amandine Roy. È stata tra le principali responsabili della diffusione della falsa notizia secondo cui Brigitte Macron, nata Trogneux, non sarebbe mai esistita e che in realtà suo fratello Jean-Michel avrebbe assunto questa identità dopo una transizione di genere.

Emmanuel Macron e sua moglie Brigitte Trogneux
Emmanuel Macron e sua moglie Brigitte Trogneux (depositphotos)

La sua avvocata, Maud Marian, sostiene che la sua assistita si sia limitata a commentare l’attualità. Delphine J. era già stata condannata per diffamazione in primo grado nel settembre 2024, insieme a Natacha Rey, al pagamento di diverse migliaia di euro di danni a Brigitte Macron e di cinquemila euro a suo fratello Jean-Michel Trogneux. Tuttavia, è stata assolta in appello il 10 luglio. Brigitte Macron e suo fratello hanno presentato ricorso in Cassazione contro questa decisione.

Le Monde spiega che la disinformazione transfobica è nata nel 2017, anno dell’elezione di Emmanuel Macron all’Eliseo, ma è esplosa nel 2021 quando Natacha Rey, ex gilet giallo che si presenta come giornalista indipendente, ha esposto una teoria del complotto in una diretta di quattro ore sul canale YouTube di Amandine Roy. Il contenuto è stato rilanciato centinaia di migliaia di volte, anche da Xavier Poussard, allora direttore della rivista di estrema destra Faits et Documents.

La differenza di età tra i coniugi Macron è stata sfruttata come pretesto per diffondere questa falsa notizia, che si è propagata ben oltre i confini francesi. La vicenda è diventata virale anche negli Stati Uniti, dove la coppia presidenziale ha avviato questa estate un’azione legale contro la podcaster di estrema destra Candace Owens, autrice di una serie di video intitolata Becoming Brigitte.

Diverse persone che saranno giudicate a Parigi per cyberbullismo hanno rilanciato contenuti dell’influencer trumpista. Su una copertina del magazine Time contraffatta, Brigitte Macron appare come “uomo dell’anno”. In un’altra pubblicazione, un imputato rilancia la presenza di duemila persone pronte a girare porta a porta ad Amiens per fare chiarezza sul “caso di Brigitte”, promettendo il coinvolgimento di blogger americani.

Durante un’audizione svolta il 2 dicembre 2024 all’Eliseo, alla presenza di un’investigatrice e del capo della BRDP, Brigitte Macron non ha nascosto una certa stanchezza: “Non faccio un viaggio all’estero senza che me ne parlino. Non esiste un coniuge di capo di Stato che non sia al corrente” ha spiegato, illustrando le ragioni della sua denuncia.

Il presidente Emmanuel Macron aveva reagito pubblicamente nel 2024, all’emittente TF1, definendo folli gli autori delle false informazioni e degli scenari costruiti che sconvolgono, anche nella loro intimità, la vita della coppia presidenziale. Brigitte Macron aveva già espresso nel 2022, in un’intervista a RTL, la sua preoccupazione per l’evoluzione della disinformazione: “A un certo punto mi sono resa conto che stavano sconvolgendo la mia genealogia. All’improvviso arrivano a mio fratello. Io secondo loro sarei mio fratello”

La coppia è sotto i riflettori da sempre, sia per questioni per questioni politiche che di gossip. Ricordate quando a maggio era uscito il video in cui sembrava che Brigitte schiaffeggiasse suo marito?

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