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Home » Personaggi » Springsteen contro Trump: “ICE usa tattiche da Gestapo”, il brano dedicato a Renee Good

Springsteen contro Trump: “ICE usa tattiche da Gestapo”, il brano dedicato a Renee Good

Bruce Springsteen denuncia l'ICE al Light of Day 2026, paragonando le operazioni federali a Minneapolis alla Gestapo. Esibizione a sorpresa e discorso politico contro Trump.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco19 Gennaio 2026
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Bruce Springsteen
Bruce Springsteen (da X)
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Bruce Springsteen è tornato a sorpresa sul palco del Light of Day Winterfest il 17 gennaio 2026, al Count Basie Theater di Red Bank, nel New Jersey. L’apparizione non annunciata della leggenda del rock ha trasformato l’evento benefico in un momento di forte denuncia politica contro l’amministrazione Trump e le operazioni dell’ICE a Minneapolis.

Il concerto annuale, giunto alla sua 26esima edizione, raccoglie fondi per la ricerca sul Parkinson e altre malattie neuro-degenerative. Springsteen ha partecipato alla prima edizione nel 2000 ed è diventato uno dei maggiori sostenitori dell’organizzazione, anche se negli ultimi dieci anni la sua presenza si è fatta più rara, limitandosi principalmente agli anniversari speciali.

Come riporta Deadline, intorno alle 21, i rumors sulla presenza del Boss si sono diffusi tra il pubblico. Poco dopo, Springsteen è salito sul palco per eseguire One Guitar insieme a Willie Nile, scatenando l’entusiasmo della sala. Ma è stato prima di The Promised Land, il classico del 1978 dedicato alla classe operaia americana, che il cantautore ha pronunciato il suo discorso più incisivo.

“Ho scritto questa canzone come un’ode alla possibilità americana, parlava del bellissimo ma imperfetto paese che siamo e del paese che potremmo essere”, ha esordito Springsteen davanti al pubblico. “In questo momento stiamo vivendo tempi incredibilmente critici. Gli Stati Uniti, gli ideali e i valori per cui sono stati simbolo negli ultimi 250 anni, sono messi alla prova come mai nella storia moderna. Quei valori e quegli ideali non sono mai stati in pericolo come lo sono adesso.”

Springsteen ha poi intensificato il suo attacco, toccando direttamente la questione dell’ICE a Minneapolis.

“Se credete nella democrazia, nella libertà, se credete che la verità conti ancora e che valga la pena combattere per essa, se credete nel potere della legge e che nessuno sia al di sopra di essa, se vi opponete a truppe federali mascherate e pesantemente armate che invadono una città americana usando tattiche da Gestapo contro i nostri concittadini, se credete che non meritate di essere uccisi per aver esercitato il vostro diritto americano di protestare, allora mandate un messaggio a questo presidente.”

Bruce Springsteen: “If you stand against heavily armed masked federal troops invading an American city using Gestapo tactics against our fellow citizens. If you believe you don’t deserve to be murdered for exercizing your American right to protest, then send a message to this… pic.twitter.com/9DguCi8UJ6

— Marco Foster (@MarcoFoster_) January 18, 2026

Springsteen ha concluso il suo intervento citando le parole del sindaco di Minneapolis e dedicando la canzone a Renee Good, madre di tre figli e cittadina americana uccisa il 7 gennaio dall’agente dell’ICE Jonathan Ross. L’episodio è avvenuto a pochi isolati dal luogo dove nel 2020 George Floyd perse la vita per mano della polizia.

“Come ha detto il sindaco di quella città, l’ICE dovrebbe togliersi dai (omissis) da Minneapolis. Questa canzone è per voi e per la memoria di Renee Good.”

La dichiarazione ha ricevuto applausi scroscianti dalla maggioranza del pubblico, accompagnati da alcuni mormorii isolati di disapprovazione. Il giorno stesso dell’esibizione, il Dipartimento di Giustizia aveva annunciato che non avrebbe condotto indagini sull’uccisione di Good, alimentando ulteriormente le tensioni tra la popolazione e l’agenzia federale.

Dopo il discorso, Springsteen si è unito a Joe Grushecky and the Houserockers per un set di 14 canzoni che ha portato il concerto oltre la mezzanotte. Gary U.S. Bonds, 86 anni, è salito sul palco per eseguire i suoi successi del 1981 This Little Girl e Jole Blon, dimostrando un’energia straordinaria, che Springsteen ha sottolineato con ironia, considerata l’età avanzata del performer.

Durante la serata, Springsteen ha anche trovato il tempo per una battuta sul suo presunto status di miliardario, smentendo le notizie che lo collocavano tra i cinque musicisti rock più ricchi al mondo.

“Quello che mi irrita è che dicono che ho un miliardo di dollari quando non ce l’ho. Vorrei averlo. Ma loro non capiscono che ho dei soci. Qualcuno ha mai sentito parlare della E Street Band? Ho dei soci. Non ho un miliardo di dollari.”

La serata si è conclusa secondo la tradizione con tutti gli artisti sul palco per Light of Day, seguita da una torta di compleanno per Bob Benjamin, fondatore dell’evento e paziente affetto da Parkinson da 30 anni. Springsteen ha chiuso con una versione acustica di Thunder Road.

Quando un fan ha gridato una richiesta per Frankie Fell In Love, un brano poco noto del 2014, Springsteen ha risposto con una promessa: “L’anno prossimo. Dobbiamo provare quella roba.” Un segnale che potrebbe indicare un suo ritorno al Light of Day 2027.

Bruce @springsteen performs extremely passionate version of Promised Land with @JoeGrushecky and the Houserockers and @johnrzeznikGGD @RollingStone pic.twitter.com/Mcz8SCHKR1

— Spring-Nuts (@SpringNuts_) January 18, 2026

Fabio Fusco
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Nato a Napoli, classe 1976, Fabio Fusco è Responsabile news su ScreenWorld.it e su CinemaSerieTv.it e Coordinatore editoriale su CultWeb.it. Fa parte della redazione de IlMegliodiTutto.it. Dal 2008 al 2022 è stato Responsabile news, social media manager e redattore presso Movieplayer.it. Un lungo percorso al quale è approdato dopo le esperienze nelle redazioni del portale Castlerock.it e del sito Cinemazone.it agli inizi degli anni 2000, e prima ancora con l'e-zine Inside View. Ha preso parte, come redattore e fotoreporter ad alcuni festival di cinema internazionali, tra cui Berlino, Roma e Venezia e ha coordinato le news di due edizioni di UltraPop Festival nel 2020 e 2021. È co-autore del libro satirico La bibbia degli spoiler. Prima di dedicarsi esclusivamente al mondo del cinema e dell'entertainment audiovisivo, ha mosso i suoi primi passi alcune agenzie pubblicitarie e di comunicazione.

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