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Home » Personaggi » “Stai zitta, porcellina”: l’insulto di Trump alla reporter che gli ha chiesto dei file Epstein

“Stai zitta, porcellina”: l’insulto di Trump alla reporter che gli ha chiesto dei file Epstein

Trump insulta la giornalista Bloomberg Catherine Lucey chiamandola "porcellina" dopo una domanda sui file Epstein. E non è la prima volta.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco18 Novembre 2025
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Donald Trump
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Donald Trump è nuovamente al centro delle polemiche per aver rivolto un insulto sessista a una giornalista  durante un volo su Air Force One. Venerdì 14 novembre, il presidente degli Stati Uniti ha detto “Stai zitta, porcellina” a Catherine Lucey, corrispondente della Casa Bianca per Bloomberg News, dopo che la reporter gli aveva posto una domanda sul caso Jeffrey Epstein.

 

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L’episodio si è verificato durante un’opportunità stampa informale con il presidente, mentre Trump era diretto a Mar-a-Lago in Florida. Lucey aveva approfittato del momento per chiedere conto della posizione del presidente sui file relativi al caso Epstein, il finanziere condannato per reati sessuali morto in carcere nel 2019. Quando la giornalista ha iniziato a domandare perché Trump si comportasse in un certo modo “se non c’è nulla di incriminante nei documenti”, il presidente l’ha indicata con il dito dicendole: “Stai zitta. Stai zitta, porcellina”.

L’insulto non ha ricevuto attenzione mediatica immediata, ma nei giorni successivi ha suscitato crescenti reazioni negative da parte di colleghi giornalisti e organizzazioni per la libertà di stampa. Jake Tapper, anchorman della CNN, ha definito il commento “disgustoso e completamente inaccettabile”, mentre Gretchen Carlson, ex conduttrice di Fox News, lo ha descritto come “disgustoso e degradante”.

A rendere la situazione ancora più tesa, poco dopo sul tarmac dell’aeroporto di West Palm Beach, Trump ha rincarato la dose suggerendo che Bloomberg dovrebbe licenziare Lucey. Quando la giornalista ha tentato di porre un’altra domanda su Tucker Carlson e il nazionalista bianco Nick Fuentes, il presidente ha replicato: “Sei la peggiore. Sei di Bloomberg, vero? Sei la peggiore. Non so perché ti abbiano assunta”.

Bloomberg News ha risposto all’incidente con una dichiarazione ufficiale martedì pomeriggio. “I nostri giornalisti della Casa Bianca svolgono un servizio pubblico vitale, ponendo domande senza timore o favoritismi”, ha affermato un portavoce dell’agenzia. “Rimaniamo concentrati sul riportare questioni di interesse pubblico in modo equo e accurato”. Catherine Lucey, che lavora per Bloomberg dal 2017, non ha rilasciato commenti personali, rimandando alle dichiarazioni ufficiali della sua organizzazione.

Donald Trump
Donald Trump – Photo by gints.ivuskans (depositphotos)

L’episodio si inserisce in un pattern consolidato di attacchi personali di Trump verso giornaliste donne, particolarmente quelle che gli pongono domande scomode. Il termine piggy – cioè porcellina – è un insulto che il presidente ha già usato in passato: Alicia Machado, vincitrice di Miss Universo nel 1996, ha raccontato che Trump, allora proprietario del concorso, la chiamava Miss Piggy e le diceva di perdere peso. Nel 2018, Lynne Patton, funzionaria dell’amministrazione Trump, aveva usato lo stesso insulto riferendosi ad April Ryan, corrispondente di lunga data della Casa Bianca, prima di scusarsi.

April Ryan, interpellata dal Guardian, ha commentato che l’attacco alla collega di Bloomberg è “al di sotto della dignità della presidenza”. “Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe essere il leader morale del paese, e si sta comportando come un delinquente di strada”, ha dichiarato Ryan, aggiungendo che l’insulto rivela probabilmente quanto Trump sia preoccupato per i file di Epstein. “Ti fa capire che probabilmente c’è del fuoco lì sotto”.

Elisa Lees Muñoz, direttrice esecutiva dell’International Women’s Media Foundation, ha sottolineato che questi non sono semplici insulti personali. “Gli attacchi del presidente Trump alle giornaliste donne non sono una novità. I suoi insulti basati sull’aspetto fisico sono attacchi di genere pensati per far tacere le giornaliste“, ha spiegato.

“Sebbene dare nomignoli possa sembrare innocuo, quando proviene dal capo del nostro governo, spesso mette in moto una valanga di abusi verso la giornalista, che non solo influenza la sua capacità di lavorare, ma invia anche un messaggio agghiacciante ad altre giornaliste che lo stanno affrontando con domande scomode”.

La Casa Bianca ha risposto alle critiche scaricando la responsabilità sulla giornalista. Un funzionario anonimo ha affermato che Lucey “si è comportata in modo inappropriato e poco professionale verso i suoi colleghi sull’aereo”, senza però fornire alcuna prova di questa accusa. Alla richiesta di specificare cosa esattamente la reporter avesse fatto di inappropriato, la Casa Bianca non ha risposto.

Donald Trump e Jeffrey Epstein nel 1992
Donald Trump e Jeffrey Epstein nel 1992 (da Youtube / CNBC)

L’incidente si colloca nel contesto della crescente pressione su Trump riguardo ai file Epstein. Nei mesi scorsi, il presidente ha cercato di minimizzare la questione, definendola una “bufala democratica”. La scorsa settimana sono stati resi pubblici 23.000 documenti, incluse email in cui Epstein affermava che Trump “sapeva delle ragazze” e passava ore a casa sua con Virginia Giuffre, una delle accusatrici del finanziere. Nel programma satirico americano SNL hanno preso di mira Trump e il suo presunto coinvolgimento con Clinton ed Epstein.

In un colpo di scena, domenica Trump ha invertito la sua posizione chiamando i repubblicani della Camera a votare per il rilascio dei file Epstein, dopo che pochi giorni prima aveva convocato la rappresentante repubblicana Lauren Boebert nella Situation Room per incoraggiarla a votare contro la pubblicazione dei documenti.

Martedì, Trump ha perso nuovamente la calma con un’altra giornalista, Mary Bruce di ABC News, che gli aveva chiesto perché lasciasse al Congresso la decisione sul rilascio dei file. In una filippica di tre minuti accanto al principe saudita Mohammed bin Salman, Trump ha accusato la giornalista veterana di essere “una persona terribile e una reporter terribile”.

La White House Correspondents’ Association, che in passato ha rilasciato dichiarazioni in difesa di giornalisti attaccati da Trump, non ha risposto alle richieste di commento sull’incidente con Lucey. Il voto della Camera dei Rappresentanti per il rilascio dei restanti file Epstein è previsto per martedì, in quella che si preannuncia come una nuova fase di un caso che continua a mettere sotto pressione la presidenza Trump.

A proposito di Trump inoltre, sua nipote Mary, una psicologa, ha dichiarato che a suo avviso il Presidente avrebbe lo stesso disturbo di suo padre Fred.

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