Antonio Tajani torna a far discutere per alcune dichiarazioni pronunciate dal palco di Itaca 2.0, manifestazione politica organizzata a Formello da Giuseppe Cangemi, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio. Il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia ha parlato del tipo di ragazza che consiglierebbe al figlio di sposare, mettendo a confronto una donna “affascinante” e più appariscente con una più seria e affidabile.
“Se dovessi dare un consiglio a mio figlio che mi chiede: “Che ragazza devo sposare?” Una ragazza affascinante è bella certo, ma che carattere ha? Ha cambiato più fidanzati, ha mollato il fidanzato, se n’è andata, insomma, è portata a mettere qualche cornetto. E poi c’è un’altra ragazza che è più seria, magari meno appariscente, però è più affidabile e sarà una buona madre famiglia.”
Il ministro ha quindi spiegato quale sarebbe la sua indicazione al figlio, associando la maggiore appariscenza a una presunta minore stabilità sentimentale e familiare.
“E allora io a mio figlio dico, scegli la seconda, perché quella che magari ti può apparire affascinante poi ti tradisce, ecco io scelgo sempre quella carina, seria, credibile, che ti mantiene la famiglia, che sta là. Sai che dà sempre delle risposte, che quando la chiami c’è”
Da qui Tajani ha spostato il discorso sul terreno politico, utilizzando il confronto tra la ragazza più appariscente e quella più seria come metafora delle preferenze degli elettori. L’invito è stato quindi quello di scegliere, anche in politica, rappresentanti considerati più affidabili invece di quelli maggiormente orientati alla visibilità.
Va detto che nel corso dello stesso intervento, però, Tajani ha applicato lo stesso ragionamento anche agli uomini, proponendo un esempio analogo tra il ragazzo più appariscente e quello ritenuto più affidabile.
“Magari c’è quello muscoloso, un playboy, oppure quello che magari va in ufficio con la giacca e la cravatta. Ti piace il fusto? Se vuoi il fusto però, c’ha dieci fidanzate, insomma, ecco io consiglio sempre di scegliere l’affidabile”
Le parole sulle donne hanno comunque provocato una serie di reazioni nel mondo politico. La segretaria del Pd Elly Schlein ha commentato: “Non si valutano le donne dalla lunghezza delle loro gonne, vergogna”.
Come scrive Repubblica, dal Partito Democratico è intervenuta anche Chiara Braga, presidente dei deputati, che ha criticato il messaggio trasmesso dalle parole di Tajani: “La cosa più grave è che non ci si renda conto del messaggio deleterio che si trasmette a una società in cui ogni giorno le donne sono vittime di episodi di violenza frutto di una cultura del possesso che dovremmo tutti contrastare”.
Anche la senatrice del Pd Valeria Valente ha contestato le dichiarazioni del ministro: “Un concentrato di stereotipi e un’idea della donna quale angelo del focolare, che aspetta fedele il marito a casa con i figli e con la gonna lunga. Sono dichiarazioni vergognose, indegne di un ministro”.
Sulla vicenda è intervenuta infine Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva, che ha collegato le parole di Tajani al dibattito sull’impegno della politica contro la violenza sulle donne: “Di fronte all’impegno della politica sul femminicidio sono parole drammatiche, chissà cosa pensa Marina Berlusconi delle parole retrograde del coordinatore nazionale”.
