Adrien Brody ha raccontato in un’intervista in tv, che durante la lavorazione del film The Brutalist è stato sottoposto a diverse sessioni di make up prostetico per interpretare un architetto ebreo ungherese, che dopo la Seconda Guerra Mondiale emigra negli USA. Questo però ha dato vita ad un divertente disguido con una truccatrice a proposito del naso dell’attore.
Il fascino di Adrien Brody si deve, oltre che al suo talento, anche ai suoi lineamenti particolari, caratterizzati anche da un naso importante. Durante un’intervista a The Tonight Show con Jimmy Fallon, il conduttore ha chiesto all’attore del make up al quale è stato sottoposto durante le riprese di The Brutalist e lui ha risposto:
“Hanno lavorato molto con il make up prostetico. Sul set è capitata una cosa divertente. Tutti erano molto impegnati, era un film con tanti elementi in movimento, quindi avevo una nuova squadra di persone che non avevo mai incontrato. Stavano rimuovendo questo apparato da tutto il mio corpo e questa donna, in particolare, stava lavorando energicamente con un solvente sul mio naso. Lei continuava a lavorare, e io le ho chiesto: “Stai cercando di rimuoverlo?” E lei ha risposto: “Sì” E io le ho detto: “Quello non viene via”. E poi lei ha detto: “Oh, mi dispiace tanto” E poi ha aggiunto: “Questo finirà nel mio diario”
Come spiega il New York Post, Brody ha un naso importante e per giunta se lo è rotto in diverse occasioni, una delle quali durente le riprese del film Summer of Sam, di Spike Lee, che girò nel 1999. L’attore ha spiegato che per strada, anche se si copre con un cappello, viene riconosciuto facilmente per via del naso e dei suoi occhi.
The Brutalist è un film diretto da Brady Corbet, che racconta la storia (fittizia) di László Tóth (Brody) un architetto ungherese di formazione Bauhaus sopravvissuto al campo di concentramento di Buchenwald, che dopo la Seconda Guerra Mondiale si trasferisce negli Stati Uniti in attesa che sua moglie Erzsébet (Felicity Jones) possa raggiungerlo. Per mantenersi, si dedica a piccoli lavori di design d’interni e ristrutturazioni, sviluppando uno stile influenzato dal brutalismo e dalle cicatrici dell’Olocausto. Il suo approccio innovativo attira l’attenzione di Harrison Lee Van Buren (Guy Pearce) un facoltoso mecenate, che gli affida un ambizioso progetto architettonico.
Il film esce nei cinema italiani il 6 febbraio 2025 e ha ricevuto 10 candidature agli Oscar 2025.
