Forse non tutti sanno che il regista di Titanic, James Cameron si immerse con il sottomarino a 4000 km di profondità durante una delle sue numerose missioni nell’Oceano Atlantico settentrionale per documentare il celebre transatlantico. Era l’11 settembre del 2001 e, né il regista né l’intero equipaggio al bordo del sommergibile, potevano immaginare che, proprio in quel momento, stesse andando in scena uno dei peggiori attacchi terroristici di sempre: quello al World Trade Center di New York, al Pentagono e in Pennsylvania.
A spiegare a James Cameron e ai suoi colleghi cosa fosse successo in superficie fu Bill Paxton, attore che recitò nel film Titanic del 1997 e che prese parte alla spedizione per il documentario del 2003 Ghosts Of The Abyss, visitando in prima persona il relitto del transatlantico. Alla domanda di Cameron su cosa fosse accaduto, Paxton gli rispose: “Il peggior attacco terroristico della storia“. Mentre Paxton raccontava a Cameron e all’equipaggio degli aerei che si erano schiantati contro le torri gemelle a pochi minuti di distanza, il regista si rese conto che “era presumibilmente l’ultimo uomo nell’emisfero occidentale a sapere cosa fosse successo” come dichiarò in seguito al Der Spiegel.
Don Lynch, storico ufficiale della Titanic Historical Society che si trovava su uno dei due sommergibili della missione, raccontò alla Reagan Foundation come l’equipaggio ricevette una chiamata “acustica” dal fratello di Cameron che diceva che “c’era stato un attacco terroristico al World Trade Center” e che “tutti i voli erano a terra“. “Queste due frasi non sembravano collegarsi“, ricordò Lynch nel 2017, osservando che credevano che gli attacchi terroristici non avessero avuto particolari conseguenze. “Abbiamo finito per essere così coinvolti nell’immersione che ce ne siamo praticamente dimenticati.”

Questo fu un evento che portò Cameron a chiedersi il motivo per cui si trovasse lì sotto in un momento così cruciale: “Perché ci immergiamo nella storia mentre vengono scritte nuove pagine, mentre il terreno stesso su cui ci troviamo trema? Eravamo tutti molto coinvolti in quello che stavamo facendo e tutti pensavamo che fosse disperatamente importante. E poi questo orribile evento è accaduto e ci ha sbattuto in questa prospettiva“. All’interno del documentario, uno dei membri dell’equipaggio di Cameron afferma: “La mattina dopo l’attacco dell’11 settembre, continuavo a pensare a quanto banale fosse diventata improvvisamente questa spedizione. Semplicemente non era più un grosso problema“. Una riflessione che, però, non ha fermato Cameron che, ad oggi, ha collezionato oltre 70 immersioni, tra cui 33 sul Titanic, registrando più ore sulla nave rispetto allo stesso capitano Edward Smith.

Proprio come allora, anche in queste ultime ore siamo portati a riflettere sul Titanic e sulle immersioni per poter ammirare di persona il relitto del transatlantico. Nel momento in cui scriviamo, infatti, si stanno ancora svolgendo le ricerche della nave sommergibile della OceanGate Expeditions con a bordo 5 persone (due membri dell’equipaggio e tre passeggeri paganti) scomparsa dai radar domenica 18 giugno durante una spedizione sottomarina al sito del Titanic, mentre si trovava a 900 miglia a est di di Cape Cod, Massachusetts. Attualmente, la preoccupazione dei soccorritori è soprattutto rivolta alla rapida diminuzione della fornitura di ossigeno di emergenza, che dovrebbe bastare fino alla mattina del 22 giugno.
