Tiziano Ferro ha spiegato, in un’intervista esclusiva al Corriere della Sera, che non può portare i figli in Italia a causa di un cavillo legale statunitense legato alla causa di divorzio da Victor Allen: “Ora, non poter partire coi bimbi non è dovuto non leggi italiane, ma a un tecnicismo noioso e fastidioso: avendo un divorzio in corso, non posso lasciare lo Stato della California coi miei figli. Sarei potuto venire da solo, ma avrebbe significato non potermi occupare di loro, che in questo periodo stanno soprattutto con me“. L’artista quindi ha messo a tacere tutte le voci che avevano iniziato a circolare dopo l’annuncio dellla fine della relazione con il marito Victor Allen,
Ferro aveva annunciato la separazione dal marito, il discografico Victor Allen, lo scorso 19 settembre, tramite un post sul suo profilo Instagram, in cui si concentrava sul futuro dei suoi figli, senza entrare nel dettaglio delle motivazioni della rottura; stando alle dichiarazioni di alcuni amici, raccolte da Vanity Fair, la fine del rapporto tra i due sarebbe da imputare a “inconciliabilità nella visione della vita e dei rapporti”, legata a “uno scontro tra culture”. L’arrivo dei due figli, sempre secondo fonti vicine alla ex coppia, avrebbe “acuito le crepe invece che appianarle”.
Sempre nell’intervista rilasciata al Corriere, Ferro parla della sua nuova quotidianità con i figli Margherita e Andres, rimasti con lui a Los Angeles: “L’altro giorno, è venuta a casa un’amica. Parlavamo del divorzio e mi ha detto: vedendo te e i bimbi, ho avuto tutte le risposte, mentre corrono e ballano, vedo luce, gioia, felicità”. In questi giorni, Margherita e Andres sono in fissa con Mamma Maria dei Ricchi e Poveri. Colpa mia eh… Ancora ieri, ho rilanciato quel video per mezz’ora mentre loro ballavano, cantavano, saltavano. Li ho guardati e mi sono commosso: ho pensato che il mio atto di fede nel fatto che la mancanza di conflitto produce felicità sta funzionando; ridono da mattina a sera, giocano, si rincorrono, sono curiosi, interessati a tutto. Ieri, gli ho anche spiegato come le api fanno il miele ed è stato divertente vedere come loro me lo rispiegavano, usando le poche parole che conoscono. Li tratto come futuri adulti, senza sottovalutarli mai e, ovviamente, con la tenerezza e il senso di presidio che si ha con dei bambini. Vivo a loro disposizione senza dimenticarmi del mio bene“.
