Ci sono momenti nella storia del cinema che diventano qualcosa di più di una semplice scena: si trasformano in simboli culturali, istantanee impresse nella memoria collettiva di intere generazioni. Il balletto improvvisato di Tom Cruise in camicia, mutande e calzini sulle note di Old Time Rock and Roll in Risky Business è esattamente questo. Era il 1983, l’attore aveva appena iniziato a scalare l’olimpo di Hollywood, e quella sequenza lo avrebbe catapultato nell’immaginario pop mondiale. Oggi, 43 anni dopo, Cruise ha deciso di rivivere quel momento leggendario davanti alle telecamere del Jennifer Hudson Show, regalando ai fan un tuffo nel passato carico di nostalgia e autoironia.
La magia è accaduta durante il cosiddetto Spirit Tunnel, un rituale distintivo del programma condotto dalla cantante e attrice Jennifer Hudson. Prima che ogni ospite faccia il suo ingresso in studio, lo staff del talk show si dispone lungo il corridoio dei Warner Bros. Studios e dà il benvenuto alla celebrità di turno con una canzone personalizzata, modificata appositamente per l’occasione. Un modo energico, festoso e decisamente coinvolgente per rompere il ghiaccio. E quando l’ospite è Tom Cruise, beh, la musica non poteva che essere quella: Old Time Rock and Roll di Bob Seger.
Il video pubblicato sull’account Instagram ufficiale del Jennifer Hudson Show mostra l’attore 64enne uscire dal camerino e trovarsi immerso in un’atmosfera di pura celebrazione. Lo staff, munito di occhiali da sole neri proprio come quelli indossati dal suo personaggio Joel Goodsen nel film, intona la hit rock modificandone il testo per l’occasione: “Abbiamo Tom Cruise all’Happy Place. È nel tunnel mentre cammina verso il palco. È una leggenda che tutti conoscono. Abbiamo quel Tom Cruise rock and roll”. La reazione dell’attore è immediata: tira fuori i suoi occhiali scuri, si lascia trasportare dal ritmo e ripropone alcuni dei movimenti di danza che hanno reso quella scena indimenticabile.
Non si tratta di una semplice citazione nostalgica. Cruise entra nel mood con una naturalezza disarmante, ballando, coinvolgendo i membri dello staff e dimostrando di ricordare perfettamente ogni singolo passo. E come potrebbe essere altrimenti? “Ricordo ogni singolo fotogramma di quella scena”, ha dichiarato durante l’intervista con Jennifer Hudson. “Ricordo che il regista, Paul Brickman, mi indicò l’inquadratura iniziale e io pensai: ce l’ho, so cosa fare“. Quella sequenza, infatti, fu interamente improvvisata. La sceneggiatura prevedeva solo che il protagonista ballasse in biancheria intima, senza indicazioni precise sui movimenti. Cruise attinse alla propria esperienza personale, pensando a come si muoveva da ragazzo quando era solo in casa, e il risultato fu pura magia cinematografica.
L’attore non ha mai nascosto il legame speciale con quel film e con quel ruolo. Risky Business rappresentò la sua prima vera parte da protagonista, dopo apparizioni in pellicole come Taps – Squilli di rivolta, I ragazzi della 56ª strada e Un week end da leone. Il ruolo di Joel Goodson, il liceale che si ritrova a gestire un’attività piuttosto redditizia e rischiosa in assenza dei genitori, era stato inizialmente offerto a Timothy Hutton, già impegnato altrove. Altri nomi illustri come Michael J. Fox e Tom Hanks fecero il provino, ma alla fine la scelta cadde su Cruise. E fu la scelta giusta: la performance gli valse una candidatura ai Golden Globe e contribuì in modo determinante a trasformarlo in una stella internazionale.
Partecipare allo Spirit Tunnel è stata per Cruise un’esperienza che ha descritto con entusiasmo autentico: “L’ho adorato. Hanno dovuto tirarmi fuori dallo Spirit Tunnel, mi è piaciuto tantissimo. Se non riesci a goderti lo Spirit Tunnel, vuol dire che non sei vivo”. Del resto, l’attore conosce bene il programma e la sua conduttrice. Come ha raccontato alla Hudson, segue il suo show con regolarità e l’aveva già ammirata ai tempi di American Idol. L’idea di coinvolgerlo nel rituale era stata anticipata dalla conduttrice durante un incontro casuale avvenuto in estate, in occasione della finale dei Mondiali, e Cruise aveva accettato senza esitazione.
Questa ospitata televisiva si inserisce nel tour promozionale di Digger, il nuovo film diretto da Alejandro González Iñárritu, cineasta messicano pluripremiato agli Oscar per pellicole come Birdman e The Revenant. In Digger, Cruise interpreta Digger Rockwell, un magnate texano del petrolio la cui attività potrebbe essere all’origine di un disastro ambientale con potenziali conseguenze nucleari. Per il ruolo, l’attore si è sottoposto a una trasformazione radicale: protesi facciali, un costume che altera la sua corporatura, capelli bianchi diradati e un marcato accento del Sud degli Stati Uniti. Si tratta di un lavoro che lo allontana decisamente dai ruoli action che hanno dominato la sua carriera recente, dalle missioni impossibili di Ethan Hunt alle acrobazie mozzafiato di Top Gun: Maverick.
“Non ho mai avuto qualcosa che potesse mettermi alla prova in questo modo, e nemmeno Alejandro“, ha dichiarato Cruise parlando del progetto. Digger è stato presentato come una commedia nera dai toni satirici, un esperimento che esplora registri narrativi e interpretativi nuovi per entrambi. Accanto a lui, un cast di alto profilo: Sandra Hüller, John Goodman, Emma D’Arcy e Jesse Plemons. Il film ha già fatto il suo debutto alla premiere londinese, evento che ha visto la partecipazione anche del principe William e di Kate Middleton, confermando il richiamo mediatico e culturale che Tom Cruise continua a esercitare.
Eppure, nonostante decenni di blockbuster globali, missioni spaziali cinematografiche e imprese fisiche al limite dell’impossibile, è proprio quel balletto in mutande del 1983 a rimanere una delle immagini più riconoscibili della sua intera carriera. Una sequenza improvvisata, spontanea, girata in poche ore, che ha definito un’icona pop per sempre. E il fatto che Cruise, a 64 anni, sia ancora disposto a rivivere quel momento con la stessa energia e lo stesso spirito giocoso dimostra non solo la sua consapevolezza del proprio mito, ma anche una rara capacità di non prendersi troppo sul serio.
