Tom Hanks ha avvisato i propri fan che le sue fattezze, ricostruite tramite AI, sarebbero state usate per la pubblicità di un piano dentistico. Il condizionale è tuttavia d’obbligo, poiché, a quanto riporta il New York Times, non vi è alcuna traccia online del fantomatico spot, se si esclude lo screenshot postato da Hanks sul proprio profilo Instagram; l’attore peraltro, non menziona altri dettagli a riguardo, né riporta il nome dell’azienda che avrebbe commissionato il filmato pubblicitario. Il post, infatti, presenta solo la figura dell’attore, con in sovraimpressione un breve testo: “Fate attenzione! Qualcuno ha prodotto un video dove una mia copia, creata dall’Intelligenza Artificiale, promuove una specie di piano dentistico. Io non c’entro assolutamente nulla.”
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La polemica riguardo l’utilizzo indiscriminato dell’intelligenza artificiale per la creazione di deepfake credibili, è uno dei punti salienti delle rivendicazioni alla base dello sciopero, indetto dal Sindacato Attori di Hollywood lo scorso 14 luglio; gli interpreti, infatti, invocano la necessità di regolamentazioni stringenti che delimitino entro confini precisi le possibilità di utilizzo delle proprie fattezze; naturalmente, punto di discussione resta anche l’eventuale compensazione economica che dovrebbe essere corrisposta a un attore per l’utilizzo della propria immagine, o della propria voce, scansionata e poi riprodotta all’infinito,
La mancanza di regolamentazione a riguardo fa sì che ad oggi le fattezze, e le voci degli artisti possano essere liberamente usate nei contesti più diversi, dalla pubblicità, appunto, alla musica, fino ad arrivare al porno. Ultima, in ordine di tempo, a lanciare l’allarme sui danni derivati dal libero utilizzo dell’intelligenza artificiale è stata Keira Knightley: “Al momento, noi attrici siamo preoccupate per le nostre voci; l’industria del voice acting è in subbuglio, ma immagino che il passo successivo sarà proprio quello di mettere il copyright sul volto: l’AI ha un potenziale che potrebbe rivelarsi catastrofico, e spero vivamente che i governi si sbrighino a regolare questo mercato“.
Dal canto suo, Tom Hanks ha delle opinioni molto precise sull’argomento, e le ha già espresse in passato. Ospite di una puntata dell’Adam Buxton Podcast, pochi giorni prima che il sindacato proclamasse lo sciopero, Hanks aveva infatti avvertito dei pericoli legati all’uso non regolamentato dell’intelligenza artificiale: “Ormai, usando l’AI o il deepfake, è possibile ricreare l’aspetto di chiunque, a qualunque età; se domani finisco sotto una macchina, posso comunque continuare a vivere sullo schermo, grazie alle mie copie infinite; potrei continuare a recitare per sempre; e quello che la gente vedrà, avrà sicuramente un aspetto naturale; ti sembrerà di avere davanti una persona reale, e viva.
Però, se la gente non ha dimestichezza con la tecnologia dell’AI e del deepfake, non sarà in grado di capire che quello che vedono non sono io. Perché non c’è niente che te lo faccia veramente capire in modo semplice. Sicuramente ci saranno persone che capiranno come stanno le cose, ma la vera domanda è; gliene fregherà qualcosa? Ad alcuni, ne sono certo, non fregherà nulla di fare questa distinzione.”
Tom Hanks ha avvisato i propri fan che le sue fattezze, ricostruite tramite AI, sarebbero state usate per la pubblicità di un piano dentistico. Il condizionale è tuttavia d’obbligo, poiché, a quanto riporta il New York Times, non vi è alcuna traccia online del fantomatico spot, se si esclude lo screenshot postato da Hanks sul proprio profilo Instagram; l’attore peraltro, non menziona altri dettagli a riguardo, né riporta il nome dell’azienda che avrebbe commissionato il filmato pubblicitario. Il post, infatti, presenta solo la figura dell’attore, con in sovraimpressione un breve testo: “Fate attenzione! Qualcuno ha prodotto un video dove una mia copia, creata dall’Intelligenza Artificiale, promuove una specie di piano dentistico. Io non c’entro assolutamente nulla.”
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La polemica riguardo l’utilizzo indiscriminato dell’intelligenza artificiale per la creazione di deepfake credibili, è uno dei punti salienti delle rivendicazioni alla base dello sciopero, indetto dal Sindacato Attori di Hollywood lo scorso 14 luglio; gli interpreti, infatti, invocano la necessità di regolamentazioni stringenti che delimitino entro confini precisi le possibilità di utilizzo delle proprie fattezze; naturalmente, punto di discussione resta anche l’eventuale compensazione economica che dovrebbe essere corrisposta a un attore per l’utilizzo della propria immagine, o della propria voce, scansionata e poi riprodotta all’infinito,
La mancanza di regolamentazione a riguardo fa sì che ad oggi le fattezze, e le voci degli artisti possano essere liberamente usate nei contesti più diversi, dalla pubblicità, appunto, alla musica, fino ad arrivare al porno. Ultima, in ordine di tempo, a lanciare l’allarme sui danni derivati dal libero utilizzo dell’intelligenza artificiale è stata Keira Knightley: “Al momento, noi attrici siamo preoccupate per le nostre voci; l’industria del voice acting è in subbuglio, ma immagino che il passo successivo sarà proprio quello di mettere il copyright sul volto: l’AI ha un potenziale che potrebbe rivelarsi catastrofico, e spero vivamente che i governi si sbrighino a regolare questo mercato“.
Dal canto suo, Tom Hanks ha delle opinioni molto precise sull’argomento, e le ha già espresse in passato. Ospite di una puntata dell’Adam Buxton Podcast, pochi giorni prima che il sindacato proclamasse lo sciopero, Hanks aveva infatti avvertito dei pericoli legati all’uso non regolamentato dell’intelligenza artificiale: “Ormai, usando l’AI o il deepfake, è possibile ricreare l’aspetto di chiunque, a qualunque età; se domani finisco sotto una macchina, posso comunque continuare a vivere sullo schermo, grazie alle mie copie infinite; potrei continuare a recitare per sempre; e quello che la gente vedrà, avrà sicuramente un aspetto naturale; ti sembrerà di avere davanti una persona reale, e viva.
Però, se la gente non ha dimestichezza con la tecnologia dell’AI e del deepfake, non sarà in grado di capire che quello che vedono non sono io. Perché non c’è niente che te lo faccia veramente capire in modo semplice. Sicuramente ci saranno persone che capiranno come stanno le cose, ma la vera domanda è; gliene fregherà qualcosa? Ad alcuni, ne sono certo, non fregherà nulla di fare questa distinzione.”
