Nella sua ultima autobiografia, Oltre, Francesco Totti riflette sui 50 anni appena compiuti, sulle libertà che può concedersi dopo aver lasciato il calcio e sui rapporti con parenti e amici che, nel tempo, gli hanno chiesto soldi arrivando a trattarlo come un “bancomat”. L’ex capitano della Roma racconta anche il lato meno conosciuto della sua generosità, con gli aiuti economici offerti a persone sconosciute che si trovavano in difficoltà, al punto da infilare denaro nelle loro cassette delle lettere.
A cinquant’anni, scrive Totti, “bisogna essere forti”, sorridere anche quando non se ne ha voglia e cercare di apparire sempre felici. Un’età che porta con sé nuove consapevolezze, ma anche una maggiore libertà di scegliere come vivere il proprio tempo. Una libertà che, nel suo caso, comprende anche la possibilità di fare cose che durante la carriera calcistica gli sarebbero state vietate dal contratto.
Dalle settimane bianche alle lezioni di sci, Totti racconta una fase della vita in cui può finalmente seguire i propri desideri. E tra le cose che sceglie di fare c’è anche aiutare chi ne ha bisogno.
“Quando infili buste di denaro nella buca delle lettere di sconosciuti che ne hanno bisogno per davvero, perché te lo hanno fatto sapere, con estremo pudore.”
Ben diverso è il bilancio dei rapporti con alcune persone che gli sono state vicine nel corso degli anni. Nell’autobiografia, l’ex calciatore racconta la delusione per chi ha ricevuto il suo sostegno economico senza dimostrare riconoscenza e, in alcuni casi, finendo per voltargli le spalle.

“Fai la conta degli amici, e ti accorgi che erano partiti in tanti e sono rimasti in pochi, ma buoni e veri: nella mia vita ho aiutato troppe persone, parenti compresi, che poi mi hanno voltato le spalle. Ho mantenuto un sacco di gente, e qualcuno si è pure dimenticato di dirmi grazie. E allora urli, a tutti loro, con orgoglio misto a rabbia: “Non sono il vostro bancomat, arrangiatevi”“.
Uno sfogo in cui emerge l’amarezza per rapporti che, col tempo, si sono rivelati diversi da come li immaginava. La disponibilità economica, racconta Totti, può trasformarsi in un’aspettativa costante da parte di chi si abitua a ricevere aiuto, fino a dimenticare che dietro quei soldi c’è una scelta personale e non un obbligo.
Sapete che nel libro Totti ha raccontato come ha conosciuto Noemi Bocchi? Tutto grazie ad un suo errore in albergo.
