“Ben”, collaboratore ventisettenne di Fabrizio Corona e figura centrale nella strategia digitale del suo canale YouTube (sì, quello di “Mettimelo qui, Ben!”) ha pubblicato, sempre su Youtube, sui propri spazi personali, un incredibile video-inchiesta intitolato Falsissimo – Speciale “Tutta la verità”, nel quale vengono svelati i retroscena oscuri del progetto e denuncia presunte manipolazioni, contenuti costruiti a tavolino e mancati pagamenti. Il filmato è uscito il 20 ottobre, in coincidenza con l’udienza relativa alla causa tra Corona e Mediaset.
Ben, conosciuto anche con il soprannome di “santo Ben”, rivendica di aver contribuito a costruire personalmente il modello di monetizzazione e la strategia digitale che avrebbero trasformato un canale da circa 40.000 visualizzazioni medie in un’attività da milioni di euro. Ma il suo racconto si concentra soprattutto su ciò che sarebbe accaduto dietro le quinte, nella preparazione delle puntate.
Il collaboratore sostiene di aver registrato fin dal primo giorno telefonate, videochiamate e riunioni, per quella che definisce una forma di “tutela preventiva”. Il materiale raccolto ammonterebbe a oltre 20 terabyte, custoditi in una cassetta di sicurezza e comprendenti audio inediti, filmati privati e quello che viene descritto come il presunto «libro nero» di Corona.
Una parte consistente dello speciale riguarda innanzitutto la presunta costruzione di scoop attraverso registrazioni manipolate e materiali falsi. Tra gli episodi citati c’è quello relativo a Lamine Yamal, protagonista del ventiseiesimo episodio di Falsissimo: secondo la ricostruzione di Ben, i vocali compromettenti attribuiti alla presunta ragazza del calciatore non sarebbero stati autentici, ma sarebbero stati fatti registrare dalla collaboratrice Carolina Rossi su indicazione di Corona. Le registrazioni sarebbero state poi montate e diffuse per ridicolizzare una ragazza di vent’anni.

Ben denuncia inoltre presunti tagli e montaggi audio utilizzati per alterare dichiarazioni riguardanti Fedez, mentre alcune indiscrezioni su Belén Rodriguez sarebbero state confezionate ricorrendo alla creazione di false conversazioni in chat, realizzate con la grafica di vecchi iPhone. Nel video viene affrontato anche il caso di Vito Coppola, intervistato sulle presunte molestie nel mondo dello spettacolo. Secondo il collaboratore, l’intervista si sarebbe basata su screenshot falsi e risposte manipolate in studio. Coppola avrebbe successivamente presentato una denuncia formale contro Corona.
Un altro capitolo riguarda le inchieste annunciate e mai concretizzate. Ben sostiene che, nonostante le promesse di servizi dedicati a Claudio Lotito e Giuseppe Marotta, Corona non disponesse di elementi concreti per procedere. A sostegno della sua ricostruzione, il collaboratore cita registrazioni nelle quali l’ex re dei paparazzi avrebbe ammesso: «Non c’è niente, non si può indagare».
Anche alcuni reportage presentati come realizzati sul posto sarebbero stati costruiti in maniera diversa da quanto lasciato intendere al pubblico. Secondo Ben, nei servizi sul caso Garlasco e sulla Striscia di Gaza Corona avrebbe utilizzato filmati ricevuti da reporter esterni, pur presentando i contenuti come se egli fosse stato personalmente sul luogo. Il collaboratore sostiene inoltre che una parte rilevante dei testi e della struttura delle puntate fosse affidata ad altre persone, tra cui gli autori Feffo, Cristian Contessa e Massimo Cappello, mentre Corona si sarebbe limitato a riproporre in studio il materiale preparato; nel video è presente infatti un presunto backstage della puntata in cui Corona annuncia l’ingresso in politica, da cui si evincerebbe come i testi declamati da Corona fossero opera, persino per quanto riguarda intonazioni e cadenze, di un suggeritore esterno.
Infine, lo speciale affronta la situazione economica della struttura e i rapporti con i collaboratori. Ben denuncia i debiti con l’Agenzia delle Entrate e compensi non corrisposti a diversi membri dello staff. Tra gli esempi citati c’è quello di un doppiatore che attenderebbe il pagamento del proprio lavoro da oltre un anno.
Nel finale, Ben dichiara di essere pronto ad affrontare le possibili conseguenze legali delle sue rivelazioni e afferma di voler mettere il materiale raccolto a disposizione di giornalisti e inquirenti. Le accuse contenute nel video restano da verificare e la loro ricostruzione si basa sulle dichiarazioni del collaboratore e sui materiali che sostiene di aver conservato;