Beatrice Arnera, attrice e attuale compagna di Raoul Bova, ha deciso di reagire alla valanga di insulti e minacce ricevute sui social presentando un esposto alla Procura di Roma. Dopo mesi di silenzio e nella speranza che la tempesta si placasse da sola, l’attrice ha scelto la via legale per difendersi da una campagna d’odio che dura ormai da ottobre 2025.
La procuratrice Nadia Plastina ha delegato la polizia postale per identificare i responsabili dei messaggi violenti. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, le indagini sono in dirittura d’arrivo e presto potrebbero arrivare i nomi dei primi indagati, che dovranno rispondere delle accuse di stalking, minacce e diffamazione.

I messaggi ricevuti da Arnera sulla sua pagina Instagram sono di una violenza inaudita: “Ucciditi”, “Sei una pessima madre”, “Fai schifo traditrice”, “Donna squallida”, “Fai schifo cancellati dai social”. E ancora: “Fai veramente schifo come attrice ma soprattutto come persona”, “Dovresti vergognarti, ma tanto la ruota gira”. Un ciclone di odio che ha cominciato a manifestarsi quando è diventata pubblica la fine della relazione con Andrea Pisani – di cui il comico parlò apertamente in un podcast di Gianluca Gazzoli – e l’inizio della storia con Raoul Bova, che a sua volta, pochi mesi prima era rimasto coinvolto in un altro scandalo di forte risonanza mediatica.
Per un lungo periodo ha optato per il silenzio. Una speranza divenuta presto un’illusione. L’attrice ha raccontato di aver avuto paura per sé e per la figlia Matilde, nata nel 2024 dalla relazione con Pisani. Durante il suo ultimo tour teatrale aveva persino il timore che qualcuno si alzasse dal pubblico per offenderla, una pressione psicologica che ha condizionato profondamente il suo lavoro e la sua quotidianità.

La decisione di procedere con la denuncia, spiega il Corriere della Sera, è nata all’inizio del 2026. Prima del passo legale, Arnera ha scelto di affrontare pubblicamente la questione con un post su Instagram dove ha rivendicato la propria libertà di scelta: “Insegnerò a mia figlia che se non sta più bene è libera di andarsene, da qualsiasi situazione. Senza nemmeno dover dare troppe spiegazioni, a mamma, a papà, ai social o all’Italia intera. Perché grazie a Dio non siamo sassi, siamo esseri umani e se non stiamo bene dove siamo, siamo liberi di andarcene”
Nel medesimo messaggio, l’attrice aveva preannunciato l’azione legale: “Una donna che si separa e mesi dopo sceglie di iniziare una nuova relazione è perseguitata da messaggi di odio, minacce e inviti al suicidio”. Terminato di scrivere il messaggio, ha preparato insieme al suo legale il piano per difendersi da chi l’ha offesa.
Secondo quanto riferito dal Messaggero, Arnera ha parlato nella denuncia di un clima persecutorio che l’ha costretta a modificare abitudini e a temere per la propria sicurezza. La magistratura punta ora a individuare chi ha trasformato una vicenda privata in un linciaggio digitale.
Le indagini della polizia postale sono in fase avanzata. Gli autori dei messaggi violenti dovranno probabilmente affrontare le conseguenze legali delle loro azioni.
