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Home » Personaggi » Uccise e smembrò moglie e suoceri: il figlio dell’ex agente di Clooney si toglie la vita in carcere

Uccise e smembrò moglie e suoceri: il figlio dell’ex agente di Clooney si toglie la vita in carcere

Samuel Bond Haskell IV aveva ucciso e fatto a pezzi sua moglie e i suoi suoceri. Suo padre è un produttore ed è stato l'agente di George Clooney e Dolly Parton.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco14 Luglio 2025
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Samuel Haskell IV in tribunale
Samuel Haskell IV in tribunale
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Samuel Bond Haskell IV, figlio di Sam Haskell III, un noto produttore di Hollywood, già agente di star come George Clooney e Dolly Parton, si è tolto la vita nel carcere di Los Angeles dove era detenuto in attesa di processo per l’omicidio della moglie e dei suoceri. L’uomo, 37 anni, è stato trovato morto nella sua cella sabato mattina, con ferite che gli inquirenti definiscono “auto-inflitte”. Si tratta, secondo le autorità, di un suicidio avvenuto due giorni prima della prevista udienza preliminare.

Samuel Haskell IV
Samuel Haskell IV

Haskell era detenuto presso il Twin Towers Correctional Facility, uno dei più grandi complessi carcerari degli Stati Uniti. Il suo corpo è stato rinvenuto alle 4:20 del mattino e la morte è ora oggetto di un’indagine da parte del Los Angeles County Sheriff’s Homicide Bureau. La causa ufficiale del decesso sarà stabilita dall’ufficio del medico legale della contea.

Il Los Angeles Times racconta una storia che sembra una serie di Ryan Murphy, come Monsters. Haskell era stato arrestato nel novembre 2023 dopo una serie di eventi raccapriccianti. Secondo le accuse, aveva ucciso la moglie Mei Li Haskell, 37 anni, e i suoceri Yanxiang Wang (64) e Gaoshan Li (72), con i quali condivideva una casa nel quartiere di Tarzana. Il caso era emerso pubblicamente quando alcuni operai occasionali, assunti per smaltire dei sacchi contenenti rifiuti edili (pietre, intonaco ecc.) avevano notato che in realtà il contenuto era molle, come carne. Consapevoli del fatto che si trattasse di una situazione spaventosa, avevano provato a restituire i 500 dollari ricevuti e avevano contattato la polizia. Ma all’arrivo degli agenti, i sacchi erano spariti. 

Il giorno seguente, un torso umano era stato scoperto dentro un borsone in un cassonetto a Encino, circa cinque miglia da casa Haskell. Il DNA aveva confermato che si trattava della moglie. In casa, gli investigatori avevano trovato tracce di sangue e indizi compatibili con l’ipotesi di omicidio e smembramento. Haskell, arrestato poco dopo, si era dichiarato non colpevole e stava affrontando tre capi d’imputazione per omicidio con circostanze aggravanti. Se condannato, avrebbe rischiato la pena dell’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Il movente dell’omicidio non è stato appurato con chiarezza.

L’avvocato della difesa, Joseph Weimortz, ha diffuso una lunga dichiarazione dopo la notizia della morte del suo assistito, sottolineando che “questo caso è sempre stato quello di un padre disposto a tutto per proteggere i propri figli”. Secondo l’avvocato, Haskell si sarebbe suicidato per evitare un’ulteriore spettacolarizzazione del caso da parte dei media, a tutela dei tre figli piccoli avuti con Mei Li. “Ogni foto scattata, ogni parola scritta, avrebbe rappresentato una cicatrice permanente per i suoi figli”, ha affermato. Weimortz ha anche spiegato che Haskell soffriva di una grave condizione medica a seguito di una colectomia subita nel 2013, che lo costringeva a usare un sacchetto per colostomia e a indossare in aula un giubbotto protettivo sopra il torace nudo.

L’avvocato ha infine precisato che il suicidio non è da intendersi come un atto di vigliaccheria, bensì come un gesto disperato per proteggere i figli dal peso pubblico della tragedia. “Vi imploro di pensare a quei bambini quando parlate di questa storia”, ha detto rivolgendosi ai giornalisti. “Ogni parola che scrivete farà parte della loro eredità”.

Samuel Haskell IV era il figlio di Sam Haskell III, produttore vincitore di un Emmy e a lungo agente di punta presso la William Morris Agency. L’omicidio e ora il suicidio del figlio segnano una duplice tragedia per una famiglia già sotto i riflettori. Ora, come si legge nella dichiarazione ufficiale, “la famiglia Haskell piange ogni singola vita persa in questa vicenda” e chiede “di poterlo fare in privato, accogliendo le vostre preghiere”.

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