Valentino Garavani è morto oggi 19 gennaio 2026 all’età di 93 anni. Il grande stilista italiano si è spento nella sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari, come comunicato dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. La scomparsa di uno dei più grandi nomi della moda mondiale segna la fine di un’era per l’alta moda italiana e internazionale.
La notizia ha scosso il mondo della moda e della cultura, rendendo omaggio a un genio creativo che per decenni ha incarnato l’eleganza e lo stile italiano nel mondo. Valentino ha lasciato un’eredità indelebile nel panorama della moda, distinguendosi per le sue creazioni raffinate e per il celebre rosso Valentino, divenuto iconico e riconoscibile in tutto il pianeta.
Adnkronos riporta che per consentire al pubblico e agli estimatori di rendere l’ultimo omaggio allo stilista, la camera ardente sarà allestita presso PM23, in Piazza Mignanelli 23 a Roma. Sarà accessibile mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio 2026, dalle ore 11:00 alle ore 18:00, offrendo l’opportunità a chi lo ha ammirato di salutarlo un’ultima volta.
Il funerale si terrà venerdì 23 gennaio 2026, alle ore 11:00, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, situata in Piazza della Repubblica 8 a Roma.
La carriera di Valentino Garavani ha attraversato oltre mezzo secolo di storia della moda, vestendo personalità del calibro di dive hollywoodiane, principesse e first lady. Il suo stile inconfondibile, caratterizzato da linee pulite, eleganza senza tempo e un’attenzione maniacale ai dettagli, ha definito standard estetici che continuano a influenzare generazioni di stilisti.
Accanto a lui, per tutta la vita professionale e personale, è sempre stato presente Giancarlo Giammetti, suo storico compagno e socio in affari. Insieme hanno costruito un impero della moda che ha portato il nome Valentino ai vertici dell’industria globale, creando una maison sinonimo di lusso e raffinatezza.
La Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti continuerà a preservare e celebrare l’eredità artistica dello stilista, garantendo che il suo contributo alla cultura e all’estetica contemporanea rimanga vivo per le generazioni future. L’Italia perde uno dei suoi ambasciatori più illustri, un artista che ha saputo trasformare il tessuto in poesia visiva.
