Valerio Mastandrea ha raccontato del provino disastroso che ha fatto con il regista Spike Lee, qualche anno fa. Un provino di cui ancora si pente, perché Lee è tra i filmaker che più ammira. “Questo è il mio più grande cruccio” – ha raccontato l’attore durante un incontro pubblico alla Festa del Cinema di Mare Di Castiglione della Pescaia, – “Un giorno spero di potergli chiedere scusa”. Il motivo di questo disastro? Essersi rifiutato di urlare, su richiesta del regista.
“Spike è il motivo per cui io amo il cinema, quindi già andare al provino era da morire. Lui era in una casa a Trastevere, io volevo morire“ – racconta Mastandrea. Si trattava di un provino per un film ambientato durante la guerra, molto probabilmente Miracolo a Sant’Anna del 2008. All’incontro con Lee, insieme a Mastandrea, c’era anche Libero De Rienzo, che lui chiama affettuosamente “Picchio”.
“C’era questo personaggio che ad un certo punto doveva strillare – l’ha fatto Picchio poi, che sa fare tutto, io certe cose non le so fare. Quindi mi sono raccontato che la rabbia di questo personaggio era low profile”
“Faccio il provino – e lo faccio male” – prosegue Mastandrea – “Spike Lee mi fa: “Vuoi tirare un po’ su il momento in cui lui strilla?” Io rispondo: “No, veramente io ho pensato che questo personaggio c’ha una rabbia…”
A quel punto Lee, spiega Mastandrea, lo ha guardato con una smorfia di disappunto, poi ha guardato la casting director Beatrice Kruger come a dirle: “Ma questo lo hai chiamato tu?”
“Quindi per la vergogna ho fatto pure la figura dello (omissis) con il mio idolo, capito? Credo che gli americani non mi chiameranno più“
Ricordiamo che Mastandrea sarà tra i protagonisti dell’imminente Mostra del Cinema di Venezia con due film: Nessun dolore di Gianni Amelio (fuori concorso) e La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini (in concorso). Quest’ultimo film, tratto da una storia vera, racconta il delitto Varani che sconvolse Roma nel 2016.
Visualizza questo post su Instagram
