Ospite di Mara Venier a Domenica In, nella puntata del 17 maggio 2026, Roberto Vecchioni ha parlato apertamente del figlio Arrigo, scomparso nell’aprile del 2023 all’età di 36 anni dopo una lunga lotta contro il disturbo bipolare, che l’ha portato a togliersi la vita. Un dolore che non si è mai spento, ma che la famiglia ha cercato di veicolare diversamente, aiutando chi si trova ad affrontare lo stesso dramma.
“Arrigo non c’è più perché ha avuto un momento drammatico della sua vita e se n’è andato”, ha raccontato Vecchioni, come riporta Adnkronos. Il legame con il figlio, però, non si è mai interrotto. “Lui è dentro di me, mi parla. La sera prima di dormire parliamo sempre, lui mi dice delle cose bellissime, si sta benissimo nel luogo dove è andato a finire”, ha confessato il cantautore, commosso nel rivedere le immagini del figlio durante l’intervista.
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Per elaborare un dolore così grande, Vecchioni e la moglie Daria Colombo hanno dato vita alla Fondazione Vecchioni, nata proprio per sostenere le famiglie che affrontano le malattie mentali. “Io e mia moglie abbiamo fondato una fondazione per la difesa delle malattie mentali, per dare un supporto alle famiglie. La psichiatria in Italia è quella che è… o sei pieno di soldi o niente”, ha spiegato il cantautore, lanciando però anche un messaggio di speranza: “C’è modo per aiutarsi, si può guarire, si può stare al mondo”
La fondazione è stata fortemente voluta dalla moglie, che ancora oggi porta il peso di quella perdita. “Daria sta un po’ meglio, ma devo chiamarla in continuazione per sapere come sta. Devo telefonarle ogni due, tre ore”, ha rivelato Vecchioni. “Lei però è riuscita a dare a suo figlio che non c’è più una costruzione che serve a tanti altri”, ha aggiunto, sottolineando come la sofferenza personale sia stata trasformata in un aiuto concreto per chi soffre.
Durante l’intervista, Vecchioni ha voluto richiamare l’attenzione su un tema di cui si parla ancora troppo poco.
“Un ragazzo su sette in Italia soffre di malattie mentali. Il suicidio è la seconda causa di morte dei ragazzi, la prima è l’incidente. Ce ne occupiamo pochissimo, ma serve parlarne di più”
Il ricordo di Arrigo è ancora vivissimo. “Il mondo non se lo meritava, nessuno lo capiva. Era meravigliosamente molto più bravo di me a poetare. Ogni volta che si affacciava al mondo, questo non lo meritava”, ha detto il padre con evidente commozione. Vecchioni ha poi aggiunto: “Bisogna rialzarsi, la vita è una rinvincita continua. Bisogna avere nel cuore quello che non c’è più, come se fosse vivo. Io vivo sempre questo mio bambino”
Vecchioni ha avuto quattro figli: Arrigo, Francesca, Carolina e Edoardo, che a sua volta ha un problema di salute importante.
Nell’intervista a Domenica in il professor Vecchioni ha anche parlato delle sue condizioni di salute, che di recente gli hanno dato delle preoccupazioni: “Ho passato due mesi molto difficili, ho vissuto un momento delicato. Se non avessi avuto la mia famiglia e i medici, non sarei qui con questa voglia di cantare”, ha confessato. Intervistato in precedenza da Gramellini, Vecchioni aveva raccontato di aver avuto un malore mentre guardava una partita dell’Inter:
“Ho avuto tanta paura di morire quando mi sono svegliato, ho chiesto all’infermiera se stessi morendo e lei mi ha risposto una verità semplice. Ero a metà tra di qua e di là, di là c’era il diavolo, di qua tre cardiochirurghi molto bravi che mi hanno tenuto in vita”
Oggi il cantautore sta meglio e ha ritrovato la voglia di vivere. “Mi sento molto meglio di prima anche perché ho smesso di fumare da quattro mesi e mangio un po’ di più. Se ne è andato l’ultimo vizio della mia vita”, ha concluso.
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