Victor Willis, frontman del gruppo disco anni ’70 Village People, è morto lunedì 30 giugno 2026 all’età di 74 anni. L’annuncio è stato dato attraverso la pagina ufficiale Facebook della band, dove si legge che il cantante è deceduto dopo una malattia breve, ma aggressiva. La causa esatta del decesso non è stata rivelata e la famiglia ha richiesto rispetto per la privacy in questo momento difficile. Proprio un anno fa, il 22 giugno 2025, l’artista era stato colto da malore mentre si esibiva a Palermo, al Teatro di Verdura.
Nato in Texas e cresciuto a San Francisco, Willis era la voce inconfondibile dietro alcuni dei più grandi successi musicali degli anni ’70, tra cui YMCA, Macho Man, Go West e In The Navy. Il musicista ha iniziato la sua carriera cantando musica gospel nella chiesa battista del padre ministro, prima di passare al jazz e al soul. Durante gli anni del liceo, la sua band The Ballads aprì i concerti dei Temptations, e Willis partecipò a sessioni musicali con leggende come Dizzie Gillespie.
La carriera teatrale di Willis lo portò a recitare nella produzione di Las Vegas del musical Hair, guadagnandosi successivamente ruoli nelle produzioni Broadway di Two Gentlemen of Verona e The Wiz. Fu proprio durante le rappresentazioni di quest’ultimo spettacolo che incontrò la sua prima moglie, Phylicia Rashad, futura star del telefilm I Robinson. Willis aiutò Rashad a scrivere e registrare l’album disco Josephine Disco.
Nel 1977 avvenne l’incontro che avrebbe cambiato la sua vita: il produttore francese Jacques Morali lo assunse per cantare le voci di sottofondo su un nuovo set di canzoni disco. Quella demo di quattro tracce, chiamata The Village People, ottenne un contratto discografico e Morali chiese a Willis di diventare il frontman del gruppo. Il produttore gli confidò di aver fatto un sogno in cui Willis cantava da solista sul suo album e otteneva un enorme successo.
I Village People divennero stelle internazionali esibendosi vestiti come archetipi di personaggi maschili: Willis interpretava alternativamente un poliziotto e un ufficiale della marina. Il gruppo pubblicò gli album Cruisin’ nel 1978, che conteneva YMCA, e Macho Man dello stesso anno, con la title track e Key West. Billboard descrisse la produzione della band come alcuni dei ritmi più irresistibili del panorama pop e disco dell’epoca.
Nel 1979, durante la pre-produzione del film dei Village People Can’t Stop The Music, Willis abbandonò il gruppo. Il film in effetti fu un disastro finanziario che portò al declino della band. Tuttavia, il cantante trovò difficile distaccarsi dall’immagine camp del gruppo e essere preso sul serio come artista solista. Un album solista del 1979, Solo Man, rimase inedito per tre decenni prima di essere finalmente pubblicato nel 2015.
La situazione lasciò Willis in uno stato di profonda depressione. In un’intervista del 2015 al San Diego Union Tribune, il musicista confessò di essere caduto nella tossicodipendenza, trascorrendo gli anni ’80 e ’90 in uno stato di frustrazione per tutto ciò che gli era stato sottratto. Nel 2006 iniziò la sua rinascita dopo un trattamento per abuso di sostanze ordinato dal tribunale e il completamento di tre anni di libertà vigilata.
Nello stesso periodo incontrò la sua seconda moglie, Karen Huff Willis, un’avvocata che lo aiutò a combattere la battaglia legale per i diritti d’autore contro le società che controllavano le hit dei Village People, Can’t Stop Productions e Scorpio Music. Nel 2015, una giuria federale stabilì che Willis aveva diritto al 50 per cento della proprietà di 13 canzoni del gruppo negli Stati Uniti, inclusa YMCA. Questa risoluzione aprì la strada per il suo ritorno alla band nel 2017.
Gli ultimi anni di vita di Willis furono segnati da una controversia legata all’uso di YMCA da parte del presidente Donald Trump durante i suoi comizi politici. Inizialmente contrario, nel 2020 Willis dichiarò alla BBC di non sostenere Trump ma di non poter impedire l’uso della musica a causa delle leggi sul copyright statunitensi. Sorprendentemente, nel 2025 accettò di esibirsi al rally pre-inaugurale del secondo mandato presidenziale, affermando che la musica dovrebbe essere eseguita senza considerazioni politiche.
Nello stesso periodo, Willis minacciò azioni legali contro le pubblicazioni che descrivevano YMCA come un inno gay. Il cantante sosteneva che i testi fossero ispirati dalle sue osservazioni presso le sedi YMCA nelle aree urbane di San Francisco, dove i giovani praticavano nuoto, basket, atletica. In un’intervista del 2019 alla BBC spiegò che la canzone parlava di come la YMCA potesse aiutare a rimettere in carreggiata chi non poteva permettersi hotel costosi.
Nel 2025, mentre si esibiva al Teatro di Verdura di Palermo nell’ambito del Sicilia Jazz Festival, Victor Willis si era sentito male ed era stato ricoverato in ospedale. Nei giorni precedenti era apparso in salute e sua moglie sottolineò che non gli era mai capitato un episodio del genere in tanti anni di carriera. Dopo essere stato sottoposto ad alcuni accertamenti e cure, decise di firmare le dimissioni e tornare negli States.
