Vittorio Sgarbi è ancora ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma, dove si trova dal 30 settembre in seguito a una grave insufficienza respiratoria. Dopo tre settimane di ricovero, sarebbero stati registrati alcuni lievi miglioramenti, ma le sue condizioni restano delicate e la prognosi è ancora riservata. A fornire gli ultimi aggiornamenti è Fanpage.it, che ha raccolto le testimonianze di persone vicine alla figlia Evelina Sgarbi. Il quadro descritto dalle fonti, tuttavia, è stato successivamente contestato da Eugenio Lio, compagno della sorella del critico d’arte, Elisabetta Sgarbi, che ha voluto chiarire alcuni aspetti delle sue condizioni.
Secondo quanto appreso da Fanpage.it, nella serata di martedì 20 ottobre Evelina Sgarbi si è recata personalmente al Gemelli per fare visita al padre. Le persone vicine alla 26enne hanno descritto il critico d’arte come ancora fortemente debilitato, sostenendo che non sarebbe in grado di parlare normalmente e che riuscirebbe a comunicare soltanto attraverso piccoli movimenti degli occhi e cenni del capo. Le stesse fonti hanno utilizzato il termine “semicosciente“, spiegando che le sue condizioni non sarebbero cambiate significativamente rispetto alla settimana precedente. Una ricostruzione che contrasta con alcune notizie più rassicuranti circolate negli ultimi giorni.
Il ricovero di Sgarbi era iniziato il 30 settembre, quando era stato trasportato al Gemelli per una grave crisi respiratoria legata a una polmonite. Il primo bollettino ospedaliero aveva parlato di condizioni critiche ma stabili, mentre il successivo aggiornamento, diffuso il 9 ottobre, aveva confermato un miglioramento del quadro polmonare e della microembolia polmonare riscontrata durante la degenza. Nonostante questi progressi, i medici avevano ritenuto necessaria una tracheostomia percutanea, perché il paziente non era ancora in grado di essere liberato dal supporto ventilatorio. Il 16 ottobre, Adnkronos Salute aveva riferito che la situazione rimaneva stabile, seppure all’interno di un equilibrio clinico delicato.
Gli ultimi aggiornamenti raccolti da Fanpage.it parlano dunque di un recupero lento, che richiede ancora uno stretto monitoraggio. Se i miglioramenti dovessero proseguire e consolidarsi, nei prossimi giorni i medici potrebbero valutare il trasferimento di Sgarbi in un reparto di riabilitazione. Al momento, però, non è stata comunicata alcuna data e il critico d’arte continua a ricevere le cure necessarie in terapia intensiva. La possibilità di cambiare reparto resta quindi legata all’evoluzione delle sue condizioni e alle valutazioni dei sanitari.

Dopo la pubblicazione dell’articolo .it è arrivata anche la replica di Eugenio Lio, compagno di Elisabetta Sgarbi, che ha contestato soprattutto la descrizione dello stato di coscienza del critico d’arte. Lio ha spiegato che Vittorio, a causa della tracheostomia, non può parlare normalmente, ma riesce comunque a sussurrare alcune parole. Ha inoltre respinto l’utilizzo del termine “semicosciente”, sostenendo che non descriva correttamente le condizioni del paziente. Secondo la sua versione, Sgarbi è vigile, risponde alle sollecitazioni e ha bisogno di riposare durante la permanenza nel reparto.
Le due testimonianze restituiscono quindi valutazioni differenti sulle capacità di comunicazione e sul livello di vigilanza del critico d’arte. Non è però possibile stabilire quale descrizione corrisponda esattamente al quadro clinico attuale sulla base delle sole dichiarazioni dei familiari e delle persone a loro vicine. L’ultimo bollettino ufficiale del Gemelli disponibile resta quello del 9 ottobre, mentre gli aggiornamenti successivi parlano di una situazione complessivamente stabile e di un recupero ancora in corso. Per conoscere con maggiore precisione i tempi della degenza e l’eventuale trasferimento in riabilitazione saranno necessarie ulteriori valutazioni mediche.
