Vittorio Sgarbi non è più ricoverato in Terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma. Il critico d’arte, 74 anni, è stato trasferito nel reparto di sub-intensiva, dove potrà proseguire il percorso di cura dopo le settimane trascorse in condizioni delicate. A riferirlo è Adnkronos Salute, che segnala anche progressi sul fronte respiratorio.
Il quadro clinico mostra infatti segnali di miglioramento, sebbene la tracheostomia sia ancora presente. Il dispositivo, necessario per consentire la respirazione, non è stato rimosso, ma i progressi registrati hanno permesso ai medici di disporre il trasferimento. Per Sgarbi si apre ora una nuova fase, con l’avvio della riabilitazione respiratoria.
Il ricovero era cominciato il 30 settembre, quando Sgarbi era stato portato d’urgenza al Gemelli per un’insufficienza respiratoria acuta legata a una polmonite. Da allora il critico era rimasto in Terapia intensiva per gran parte di ottobre. Le informazioni diffuse nei giorni successivi avevano descritto una situazione delicata, con condizioni stabili e prognosi riservata.

Nel corso delle settimane, diverse persone a lui vicine si sono recate in ospedale per fargli visita, mentre cresceva l’attenzione sulle sue condizioni di salute.
Tra le presenze che hanno attirato l’interesse c’è stata anche quella della figlia Evelina. La ragazza, nata dalla relazione di Sgarbi con Barbara Hary, ha spiegato in un’intervista quello che sa sulle condizioni di salute del padre, accennando a patologie molto serie.
