Vittorio Sgarbi ha raccontato in più occasioni di aver avuto un tumore alla prostata, una malattia che gli è stata diagnosticata tempestivamente nel 2021 e per la quale è stato sottoposto a radioterapia. Nel dicembre del 2015 inoltre fu operato d’urgenza al cuore, a Modena, dopo aver accusato un’ischemia in auto, mentre era diretto a Firenze. In una recente intervista al Corriere, il critico d’arte ha spiegato che oggi è costretto ad avere più consapevolezza delle sue condizioni di salute, e avendo perso peso, spiega che viene seguito dalla sua compagna e da sua sorella, che si assicurano che mangi.

A marzo del 2021 Sgarbi aveva svelato pubblicamente che due mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore alla prostata, anche se in altri interventi di quel periodo – come riporta anche il Fatto Quotidiano – parlò anche di un tumore ai testicoli “in fase di accertamento”. Sul tumore ai testicoli, Sgarbi non è più tornato, ma ha parlato solo di tumore alla prostata.
“Ho fatto delle analisi per la prostata. Ho un problema, cerchiamo di resistere. C’è un ingrossamento, c’è qualcosa che stanno analizzando. Non ho avuto metastasi di nessun tipo e la cosa è circoscritta. Cerchiamo di salvare l’erezione, sono abbastanza seguito. Ma quando me lo hanno detto ho reagito con grande serenità ed erano tutti sorpresi. Per ora l’attività urinaria e di erezione è regolare. L’unica cosa che ho da qualche anno è che cago sette, otto volte al giorno. E non ho mai trovato il modo di mitigare questa cosa, ma è l’unica condizione di limitazione alla mia libertà assoluta”
Qualche mese dopo, con un post su Facebook, non aveva detto di essere “guarito” come invece hanno titolato molte testate, ma aveva spiegato che sicuramente si può guarire dal cancro. Aveva spiegato che il suo percorso con la malattia era stato duro, ma alla fine tutto era andato bene. E infine aveva ringraziato lo staff del reparto oncologia dell’Ospedale Sant’Elena di Roma e chi gli era stato vicino nel quotidiano. Ma soprattutto aveva esortato coloro che stavano affrontando gli stessi problemi di salute a “resistere”.
In seguito, nel 2022, in un’intervista a Repubblica, fece il punto della situazione sulle sue condizioni di salute e raccontò che aveva avuto i primi sintomi mentre si trovava ad Asiago a fare sci di fondo, durante il lockdown e gli si erano gonfiate le caviglie. Dopo gli esami di rito, il suo medico, Mario Pepe, gli aveva detto che aveva un tumore, ma non c’erano metastasi. Sgarbi proseguì il suo racconto spiegando di essere stato sottoposto ad una radioterapia in 40 sedute, al Sant’Elena, seguito dal professore Giuseppe Sanguineti. Anche le sedute di radioterapia furono singolari, secondo il suo racconto:
“Ho fatto portare un quadro di Adelchi-Riccardo Mantovani e l’ho appeso al soffitto: lo guardavo mentre mi bombardavano”
In un’intervista a Vanity Fair, nel 2023, si rammaricò del fatto che la malattia abbia avuto un impatto negativo sulla sua vita sessuale:
“Purtroppo il cancro alla prostata ha annullato ogni mia attività sessuale e adesso vivo con il pensiero della morte: l’unica cosa che penso è che tra un po’ non ci sarò più. Io ho 71 anni, quindi ho vissuto più tempo di quello che vivrò, e il tempo che ho davanti è un tempo pessimo”
In un’altra intervista concessa al Corriere della Sera, il professore non ha approfondito ulteriori dettagli sulla malattia, ma ha spiegato che oggi le sue condizioni di salute gli impongono di essere seguito dai suoi cari.
“Pare che io sia dimagrito e che quindi debba mangiare di più, mia sorella e la mia compagna Sabrina vengono a seguire i ritmi della mia giornata quotidiana”
Oltre alla compagna Sabrina Colle e a sua sorella Elisabetta, Sgarbi ha tre figli, nati da relazioni diverse.

Nella stessa intervista a Repubblica del ’22, Sgarbi raccontò anche di aver avuto un’ischemia, nel 2015, e di aver capito tempestivamente che aveva bisogno di aiuto. E da quell’anno – che poi fu lo stesso della morte di sua mamma, Rina – smise di considerarsi “invincibile”
“Ero a Brescia, e di notte aprirono le chiese solo per me. Poi, sfinito, dissi all’autista di portarmi a Firenze. Lungo il tragitto cominciai a sentire un gran peso sul cuore, dopo Mantova gli chiesi di uscire dall’autostrada e di raggiungere l’ospedale più vicino, a Modena. Svegliarono il primario e mi operarono. “Ancora mezz’ora e lei non sarebbe qui”, mi disse il dottor Cappello. “Sarei morto a Roncobilaccio, non mi sembrava il caso”, risposi”.
Il bollettino medico del Policlinico di Modena, spiegò che il professore che era arrivato accusando accusando un dolore toracico da ischemia miocardica acuta e che era stato poi sottoposto a diversi interventi di angioplastica, tutti riusciti.
“era stata eseguita in urgenza una angioplastica coronarica, con pieno successo. Il successivo decorso era stato regolare e si era ottenuta la completa stabilizzazione del quadro. A completamento del programma terapeutico, sabato 19 dicembre il professor Sgarbi era stato sottoposto ad ulteriori angioplastiche coronariche per prevenire il rischio di nuovi episodi di ischemia.”
