Zuzzurro è morto il 24 ottobre 2013 a causa di un tumore ai polmoni, nello specifico un carcinoma diagnosticato a febbraio. L’attore del duo comico Zuzzurro e Gaspare, il cui vero nome era Andrea Brambilla, aveva 67 anni e un mese prima aveva annunciato che avrebbe continuato ad esibirsi, nonostante le terapie intraprese. Poco dopo la sua morte, il suo compagno di scena, Nino Formicola, ha spiegato che fino al giorno prima avevano continuato a parlare dei progetti futuri, ma non avevano mai parlato della malattia.
Prima della sua scomparsa, nella sua ultima intervista, Zuzzurro aveva parlato della sua malattia e dei sintomi che l’hanno portato a farsi controllare. “Lo scorso febbraio ero in tour e tossivo sempre. Ho fatto un controllo. Presto, la diagnosi: tumore al polmone. Molto aggressivo. Con linfonodi. racconta Andrea. Prima reazione? Una brutta botta. Poi ho pensato che si può guarire, son guariti in tanti. Certo, ti distrugge fisicamente. Ho cominciato la chemioterapia che alterno alla radioterapia. E ho capito che sto meglio se lavoro. Sono debilitato, ma bisogna reagire. Penso sia doveroso provarci. Vorrei dirlo a tutti, specie ai malati giovani: occorrono volontà e ottimismo” E poi aveva aggiunto: “I medici sono molto vaghi, sulla guarigione, tacciono. Io faccio lo gnorri e loro cambiano discorso. Ma sono meravigliosi, all’istituto dei tumori di Milano. Competenti e molto attenti all’aspetto psicologico. Ho invitato il mio oncologo alla prima teatrale del 15 ottobre e gli ho detto: “Guardi che se non faccio più ridere, la colpa è sua”
“Ci sono giorni in cui mi sento bene e giorni in cui sono stanchissimo. Capisco che il fisico non mi segue e questo dà un senso di frustrazione. Ma bisogna reagire. Io spero di farcela a recitare tutte le sere, anche il giorno dopo la chemio. Ho sempre cercato di far ridere la gente e continuerò a farlo. Ma se proprio dovessi saltare una recita, so che la gente e gli addetti ai lavori mi capirebbero. Per questo voglio raccontare pubblicamente la mia malattia: per rispetto al pubblico e alle persone che lavorano con me. Perché sappiano che se mi fermo non è per un capriccio. Ho anche avuto paura che qualcuno pensasse che parlo del mio tumore per farmi pubblicità, per attrarre spettatori. Ma alla fine ho deciso di fregarmene. Per me l’importante è continuare a far ridere. E non sbagliare le battute sul palco: questo mi preoccupa”
In occasione della morte di Brambilla, Nino Formicola ribadì che questo evento segnava la fine del duo Zuzzurro e Gaspare: “Lui ha affrontato la malattia con grande piglio ed energia. Devo essere onesto, pensavo di essere preparato ma non è così. Mi sono reso conto che per quanto uno possa essere lucido, razionale, cinico, non c’è nulla da fare. Era un combattente vero. Voleva tornare in palcoscenico a tutti i costi. Non a caso Veronesi ha scritto un articolo su di lui, proprio oggi, in cui lo citava come esempio”
Nel 2023, dieci anni dopo la morte di Zuzzurro, Formicola ha raccontato al Corriere le ultime ore dell’amico con il quale ha condiviso 40 anni di lavoro e amicizia: “Avremmo dovuto andare in scena con lo spettacolo Non c’è più il futuro di una volta. Era ottobre e io andavo tutti i giorni all’Istituto dei Tumori a trovare Andrea. In giro per strada vedevo i manifesti con noi due, che pubblicizzavano il nostro cabaret. Era un dolore immenso. Ricordo anche che la sera prima che lui morisse, mentre mangiava il polpettone che gli avevo portato io, facevamo progetti su cosa fare l’anno seguente. Lì ho capito che lui sapeva che si stava avvicinando la fine, ma voleva lottare fino all’ultimo. Io e lui non abbiamo mai parlato della malattia, mai. come se non ci fosse”
