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Home » Serie TV » Adolescence, la spiegazione del finale: il male non nasce nel vuoto

Adolescence, la spiegazione del finale: il male non nasce nel vuoto

La spiegazione del finale di Adolescence, crime drama in 4 episodi su Netflix che sta conquistando gli utenti della piattaforma.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini19 Marzo 2025
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Owen Cooper nella serie tv Adolescence.
Owen Cooper nella serie tv Adolescence. Fonte: Netflix.
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Adolescence è senza dubbio una delle serie più sconvolgenti rilasciate da Netflix nel 2025. Diretto da Philip Barantini e scritto da Jack Thorne, questo dramma in quattro episodi si distingue per la sua regia immersiva, girata interamente in un unico piano sequenza, e per la crudezza con cui racconta la tragica storia di Jamie Miller. Il tredicenne, infatti, viene arrestato con l’accusa di aver ucciso la sua compagna di scuola Katie Leonard, accoltellandola sette volte in un parcheggio.

La serie (di cui trovate la nostra recensione) inizia con l’irruzione della polizia nella sua stanza e con il padre Eddie (interpretato da Stephen Graham) costretto a confrontarsi con l’orrore di un figlio accusato di omicidio. Episodio dopo episodio, Adolescence scava nella psiche del protagonista, esplorando il suo isolamento, la radicalizzazione online e l’impatto del bullismo. Il culmine avviene nel quarto episodio, in cui Jamie compie un gesto inaspettato: decide di cambiare il suo appello in “colpevole”. Ma cosa lo ha spinto a uccidere Katie? E quale destino attende lui e la sua famiglia? Scopriamolo insieme nella nostra spiegazione del finale di Adolescence…

Jamie ha davvero ucciso Katie?

Una scena di Adolescence
Una scena di Adolescence. Fonte: Netflix.

Il primo episodio lascia aperta la possibilità che Jamie sia vittima di un errore giudiziario. Lo vediamo negare con fermezza le accuse, anche di fronte a un video di sorveglianza che lo mostra mentre accoltella Katie. Tuttavia, la sua reazione ambigua e la violenza del crimine gettano un’ombra sulla sua innocenza. Nel terzo episodio, durante un colloquio con la psicologa Briony Ariston (interpretata da Erin Doherty), Jamie lascia trapelare una confessione involontaria, salvo poi scagliarsi contro di lei, accusandola di mettergli parole in bocca.

La svolta definitiva arriva nel quarto episodio: a tredici mesi dall’arresto, il giorno del cinquantesimo compleanno del padre, Jamie telefona a Eddie per annunciargli che si dichiarerà colpevole. La sua voce rotta dal pianto suggerisce non solo l’accettazione della propria colpa, ma anche una sorta di resa, un ultimo tentativo di trovare pace dopo mesi di diniego e rabbia.

Perché Jamie ha ucciso Katie?

Owen Cooper nella serie tv Adolescence.
Owen Cooper nella serie tv Adolescence. Fonte: Netflix.

Le motivazioni dietro l’omicidio emergono gradualmente nel corso della serie. Jamie non è un ragazzo violento per natura, ma il suo senso di inadeguatezza e l’influenza negativa della comunità online in cui si rifugia lo portano a sviluppare una mentalità distorta. Dopo che una foto intima di Katie viene diffusa su Snapchat, Jamie la vede come un’opportunità: le chiede di uscire, convinto che la ragazza, umiliata, avrebbe accettato. Ma quando Katie lo respinge e lo deride pubblicamente su Instagram, etichettandolo come “incel” (termine usato per descrivere giovani uomini che si autodefiniscono “celibi involontari” e incolpano le donne per la loro solitudine sentimentale), Jamie perde il controllo.

L’omicidio non è frutto di un piano premeditato, ma di un impulso nato dall’umiliazione e dalla rabbia repressa. Il contesto in cui si muove Jamie è segnato da influenze maschiliste e misogine, amplificate dalla sua bassa autostima e dalla mancanza di una figura di riferimento capace di indirizzarlo fuori da questa spirale autodistruttiva.

Il destino di Jamie e della sua famiglia

Stephen Graham nella serie tv Adolescence.
Stephen Graham nella serie tv Adolescence. Fonte: Netflix.

La serie non mostra il processo di Jamie né la sentenza, ma il suo cambio di appello implica con ogni probabilità una condanna all’ergastolo. Se il destino di Jamie sembra ormai segnato, la famiglia Miller è costretta a confrontarsi con le macerie emotive lasciate dal suo crimine.

Eddie e la moglie Manda cercano di elaborare il dolore e la colpa. Manda si interroga su ciò che avrebbero potuto fare diversamente come genitori, mentre Eddie lotta con il senso di fallimento. In un toccante momento finale, Eddie entra nella stanza di Jamie, intatta come se il figlio potesse tornare da un momento all’altro. Raccoglie il vecchio orsacchiotto di Jamie e, con le lacrime agli occhi, sussurra: “Mi dispiace, figlio. Avrei dovuto fare meglio.”

Il significato del finale di Adolescence

Un'immagine della serie Adolescence
Un’immagine della serie Adolescence. Fonte: Netflix.

Il finale di Adolescence non offre un senso di chiusura, ma lascia il pubblico con un profondo senso di inquietudine. La decisione di concludere la serie nella stanza di Jamie è simbolica: è lì che il ragazzo si è isolato, si è formato, ed è lì che la sua famiglia cerca disperatamente di comprenderlo. Il messaggio della serie è chiaro: il male non nasce nel vuoto, ma si nutre di solitudine, di modelli tossici e di una società che spesso non si accorge dei segnali d’allarme fino a quando è troppo tardi.

La serie non colpevolizza unicamente i genitori di Jamie, ma solleva interrogativi più ampi sulla responsabilità collettiva. L’influenza dei social media, la radicalizzazione online e il disagio giovanile sono elementi che non possono essere ignorati. Adolescence è un monito potente sulla fragilità dell’adolescenza e sulla necessità di intervenire prima che sia troppo tardi.

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