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Home » Serie TV » Le serie tv che hanno capito davvero cosa vogliono le donne

Le serie tv che hanno capito davvero cosa vogliono le donne

Da Fleabag a Big Little Lies, 12 serie tv che raccontano desideri, libertà, rabbia e relazioni femminili senza stereotipi.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini12 Maggio 2026
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Una scena della serie Fleabag. Fonte: Prime Video
Una scena della serie Fleabag. Fonte: Prime Video
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Per anni le donne nelle serie tv sono state spesso raccontate attraverso personaggi costruiti attorno agli uomini, alle relazioni romantiche o a modelli molto rigidi di “femminilità”. Poi qualcosa è cambiato. Negli ultimi anni sono arrivate serie che hanno iniziato a mostrare protagoniste più contraddittorie, libere di essere brillanti, egoiste, fragili, ambiziose, sessuali, arrabbiate o semplicemente imperfette. E soprattutto, finalmente, realistiche.

Le serie che funzionano davvero non sono quelle che cercano di “parlare alle donne” in modo artificiale o didascalico, ma quelle che riescono a raccontare esperienze femminili diverse senza ridurle a cliché. Alcune lo fanno attraverso la commedia, altre con il thriller, altre ancora usando il dramma o la distopia, ma tutte hanno una cosa in comune: mettono al centro personaggi che sembrano persone vere, con desideri, paure e contraddizioni che non devono essere addolcite per risultare accettabili.

Fleabag (2016-2019), Prime Video

Una scena della serie Fleabag. Fonte: Prime Video
Una scena della serie Fleabag. Fonte: Prime Video

Poche serie negli ultimi anni hanno avuto l’impatto di Fleabag. Phoebe Waller-Bridge scrive e interpreta una protagonista ironica, impulsiva, sessualmente disinibita e profondamente ferita, che usa il sarcasmo per tenere tutti a distanza, compreso lo spettatore. La serie parla di lutto, senso di colpa, desiderio e solitudine con una sincerità rarissima, riuscendo a essere esilarante e devastante nello stesso momento. È una di quelle storie che sembrano leggere finché non ti accorgi di quanto ti abbiano colpito.

Bad Sisters (2022-in corso), Apple TV+

Una scena della serie Bad Sisters. Fonte: Apple TV+
Una scena della serie Bad Sisters. Fonte: Apple TV+

A metà tra thriller e dark comedy, Bad Sisters racconta il rapporto tra cinque sorelle irlandesi unite da un legame quasi indissolubile. Tutto parte dalla morte del marito di una di loro, un uomo manipolatore e tossico che ha reso la vita di tutti un inferno. La serie alterna ironia nera e momenti molto emotivi, ma il centro resta sempre il modo in cui queste donne si proteggono a vicenda, anche quando le cose diventano ingestibili.

Big Little Lies – Piccole grandi bugie (2017-2019), Sky/NOW

Una scena della serie Big Little Lies - Piccole grandi bugie. Fonte: Sky
Una scena della serie Big Little Lies – Piccole grandi bugie. Fonte: Sky

All’inizio sembra il classico racconto di famiglie ricche con vite perfette, poi piano piano viene fuori tutto quello che si nasconde sotto la superficie. Big Little Lies affronta temi come la violenza domestica, il controllo, la competizione sociale e il bisogno di sentirsi all’altezza, senza mai perdere di vista il rapporto tra le protagoniste. Il cast (da Nicole Kidman a Reese Witherspoon, passando per Laura Dern e Shailene Woodley) è uno dei motivi per cui la serie è diventata così importante.

L’Arte della Gioia (2024), Sky

Una scena della serie L’Arte della Gioia. Fonte: Sky
Una scena della serie L’Arte della Gioia. Fonte: Sky

Tratta dal romanzo di Goliarda Sapienza, la serie segue la vita di Modesta, una donna che attraversa il Novecento senza accettare i limiti imposti dal suo tempo. Ambiziosa, intelligente e libera, Modesta vive il desiderio e il potere senza sensi di colpa, prendendosi spazi che alle donne spesso non erano concessi. È una protagonista difficile da incasellare, ed è proprio questo a rendere la serie così interessante.

The Marvelous Mrs. Maisel (2017-2023), Prime Video

Una scena della serie The Marvelous Mrs. Maisel. Fonte: Prime Video
Una scena della serie The Marvelous Mrs. Maisel. Fonte: Prime Video

Midge Maisel sembra avere la vita perfetta della moglie americana degli anni ’50, almeno finché il marito non la lascia all’improvviso. Da lì scopre un talento inaspettato per la stand-up comedy e decide di trasformarlo in un lavoro, entrando in un ambiente dominato dagli uomini. La serie usa un tono brillante e velocissimo, ma racconta molto bene cosa significhi cercare indipendenza in un periodo in cui alle donne veniva chiesto soprattutto di essere impeccabili.

Orange Is the New Black (2013-2019), Netflix

Una scena della serie Orange Is the New Black. Fonte: Netflix
Una scena della serie Orange Is the New Black. Fonte: Netflix

Quando è uscita, Orange Is the New Black ha cambiato il modo di raccontare le donne in televisione. Ambientata in un carcere femminile, la serie costruisce un mosaico enorme di personaggi, ognuna con la propria storia, il proprio carattere e i propri errori. È proprio questa varietà a renderla così importante: nessuna protagonista deve rappresentare “tutte le donne”, e questo permette alla serie di essere molto più autentica e specifica.

Grace & Frankie (2015-2022), Netflix

Una scena della serie Grace & Frankie. Fonte: Netflix
Una scena della serie Grace & Frankie. Fonte: Netflix

Jane Fonda e Lily Tomlin interpretano due donne completamente diverse che si ritrovano a dover ricominciare da capo dopo che i rispettivi mariti confessano di essere innamorati l’uno dell’altro. Grace & Frankie parla di età, amicizia, sessualità e indipendenza senza trasformare le protagoniste in figure rassicuranti o “addolcite”. Una delle cose più belle della serie è proprio il modo in cui mostra donne mature ancora vitali, divertenti e piene di desideri.

Chewing Gum (2015-2017), Netflix

Una scena della serie Chewing Gum. Fonte: Netflix
Una scena della serie Chewing Gum. Fonte: Netflix

Creata e interpretata da Michaela Coel, Chewing Gum segue Tracey, una ragazza cresciuta in una famiglia molto religiosa che cerca di capire cosa vuole davvero dalla vita, dal sesso e dalle relazioni. La serie è volutamente caotica, esagerata e spesso imbarazzante, ma dietro la comicità c’è un racconto molto preciso sulla scoperta di sé e sul bisogno di uscire dai ruoli imposti dagli altri.

Russian Doll (2019-2022), Netflix

Una scena della serie Russian Doll. Fonte: Netflix
Una scena della serie Russian Doll. Fonte: Netflix

Natasha Lyonne interpreta Nadia, una donna che continua a morire e a rivivere la stessa notte all’infinito. La serie parte da una premessa quasi da fantascienza, ma usa questo meccanismo per parlare di trauma, autodistruzione e relazioni umane. Nadia è sarcastica, disordinata, spesso difficile da sopportare, e proprio per questo sembra reale. Russian Doll prende un tipo di personaggio che per anni è stato riservato soprattutto agli uomini e lo trasforma completamente.

The Handmaid’s Tale (2017-in corso), TIMVision / Prime Video

Una scena della serie The Handmaid’s Tale. Fonte: TIMVision
Una scena della serie The Handmaid’s Tale. Fonte: TIMVision

La serie tratta dal romanzo di Margaret Atwood è una delle distopie più dure degli ultimi anni. In un futuro governato da una dittatura religiosa, le poche donne fertili rimaste vengono trasformate in schiave riproduttive per le famiglie più potenti. Elisabeth Moss regge tutto il peso del racconto con una protagonista che cerca disperatamente di mantenere la propria identità in un sistema costruito per cancellarla.

Self Made: La vita di Madam C.J. Walker (2020), Netflix

Una scena della serie Self Made: La vita di Madam C.J. Walker. Fonte: Netflix
Una scena della serie Self Made: La vita di Madam C.J. Walker. Fonte: Netflix

Octavia Spencer interpreta Madam C.J. Walker, imprenditrice realmente esistita e diventata una delle prime donne afroamericane milionarie negli Stati Uniti. La miniserie racconta il modo in cui è riuscita a costruire il proprio impero in un periodo segnato sia dal sessismo che dal razzismo. Oltre alla parte imprenditoriale, la serie mostra molto bene il prezzo personale che spesso accompagna l’ambizione.

La legge di Lidia Poët (2023-2026), Netflix

Una scena della serie La legge di Lidia Poët. Fonte: Netflix
Una scena della serie La legge di Lidia Poët. Fonte: Netflix

Ispirata alla storia della prima donna iscritta all’Ordine degli avvocati in Italia, la serie segue Lidia mentre cerca di esercitare la professione in un mondo che continua a dirle che non dovrebbe farlo. Il tono è più leggero rispetto ad altri titoli della lista, ma il centro resta lo stesso: una donna che deve trovare il proprio spazio in un sistema costruito per escluderla. Matilda De Angelis riesce a darle energia, ironia e determinazione senza trasformarla in un personaggio troppo “perfetto”.

Sofia Biagini
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Bolognese classe 1988, Sofia Biagini è redattrice e Social Media Manager nonché responsabile editoriale del sito IlMeglioDiTutto.it. Con quasi 8 anni di esperienza nel campo della redazione di articoli in ottica SEO e nella gestione dei principali Social Media per conto di agenzie di comunicazione, startup e testate online, dal 2019 il suo interesse si è rivolto verso la settima arte: ha collaborato per 3 anni con Movieplayer.it e, in seguito, è entrata a far parte del network che comprende anche CinemaSerieTV.it. Sofia Biagini è anche illustratrice e fondatrice del progetto Disegni Cinici e, nel 2022, ha pubblicato un libro edito DeAgostini dal titolo “Se son rose appassiranno”.

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