Carolina Crescentini è Adelina Tattilo, fondatrice di Playmen, la risposta italiana a Playboy, nella nuova serie biografica di Netflix in streaming dal 12 novembre 2025 per un totale di sette episodi: il progetto – Mrs. Playmen – ripercorrerà la pionieristica avventura dell’imprenditrice cattolica che per prima sfidò le convenzioni della stretta morale nostrana (la stessa che aveva appunto impedito la circolazione – legale – di Playboy nel Belpaese.
Diretta da Riccardo Donna e scritta da un team di sceneggiatori composto da Mario Ruggeri, head writer, con Eleonora Cimpanelli, Chiara Laudani, Sergio Leszczynski e Alessandro Sermoneta. la serie vedrà nel cast oltre a Crescentini anche Filippo Nigro (Chartroux), Giuseppe Maggio (Luigi Poggi), Francesca Colucci (Elsa), Domenico Diele (Andrea De Cesari), Francesco Colella (Saro Balsamo), Lidia Vitale (Lella) e Giampiero Judica (Don Rocco).
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Il trailer, rilasciato il 18 settembre, richiama le atmosfere di un’Italia d’altri tempi, e ricorda gli sforzi di chi si batteva per farne un paese migliore e più aperto. A presentare l’affascinante figura della Tattilo, ecco la sinossi ufficiale
Adelina Tattilo è Mrs. Playmen, direttrice della prima rivista erotica italiana e una forza rivoluzionaria nella Roma conservatrice e moralista degli anni ’70.
Un’imprenditrice pionieristica in un’epoca in cui le donne erano relegate al ruolo di madri e casalinghe; una cattolica devota, ma anche un’audace anticonformista, in prima linea nelle battaglie per il divorzio, il diritto all’aborto e l’emancipazione femminile.
Quando il marito, Saro Balsamo, la abbandona lasciandola sola ad affrontare i creditori come unica proprietaria di un impero sull’orlo del collasso, Adelina non si arrende.
Reinventa Playmen trasformandola in una pubblicazione sofisticata e all’avanguardia e, sfidando il maschilismo radicato dell’epoca, riunisce attorno a sé un team di intellettuali brillanti, creativi audaci e fotografi visionari. Insieme, abbattono tabù, provocano l’establishment e accendono una rivoluzione culturale, numero dopo numero, scandalo dopo scandalo.
La Tattilo non fu solo un’imprenditrice, ma anche un’intellettuale militante: amica di Bettino Craxi, negli anni ’70 si impegnò in battaglie libertarie, pubblicando testi come Playdux e lanciando Libera, rivista rivolta alle donne, in cui mescolava politica, costume e immagini di nudo maschile. Tale sperimentazione suscitò polemiche tra le femministe più radicali, che accusarono Libera di promuovere una falsa emancipazione sessuale.
Parallelamente, si avvicinò al cinema producendo film a tema sociale, come Stato interessante (1976) sull’aborto. Negli anni ’90 tornò a sorprendere con Adam, rivista rivolta al pubblico gay, segno della sua capacità di interpretare l’evoluzione dei costumi.

Playmen rappresentò ad ogni modo il culmine del suo percorso: nel giro di pochi anni la rivista raggiunse 450.000 copie di media, resistendo alla censura e diventando simbolo di un’Italia che si affacciava alla modernità. Ospitò servizi fotografici esclusivi di celebrità come Brigitte Bardot, Ursula Andress e Jacqueline Kennedy, nonché interviste ad autori come Henry Miller e Julius Evola. La rivista non si limitava all’erotismo, ma proponeva articoli di attualità, sport e cultura, conquistando un pubblico vasto e trasversale. Tuttavia, dagli anni ’90, con l’arrivo delle videocassette hard e poi di internet, il modello entrò in crisi fino alla chiusura nel 2001.
