L’universo di Harry Potter torna a espandersi con un dettaglio che manderà in visibilio i fan: la serie vedrà infatti la presenza di una scena completamente assente nei film originali. La notizia arriva dallo speciale dietro le quinte Finding Harry – l’arte dietro la magia, uscito il 5 aprile e pensato per anticipare il reboot in uscita a Natale. Tra creature magiche e oggetti iconici, emerge un indizio concreto: Crosta, il topo di Ron, avrà finalmente un momento tutto per sé.
Nel documentario, disponibile su HBO Max, si intravede il lavoro minuzioso dietro la costruzione del mondo magico: dalle nuove versioni delle Gelatine Tutti i Gusti+1, alle Cioccorane, fino alla burrobirra. Tuttavia, è il comparto creature a offrire le rivelazioni più interessanti. Gli animatroni realizzati per animali e creature magiche mostrano un realismo sorprendente: gufi composti da circa 36.000 piume ciascuno, una tartaruga e soprattutto Crosta, ricreato in più versioni per esigenze diverse di scena.
Il dettaglio più curioso riguarda proprio l’esistenza di un modello di “Crosta che morde”. Nel dietro le quinte viene mostrato mentre si attacca al dito di un membro della troupe, dimenandosi in modo credibile. Con tutta probabilità, dunque, nella serie verrà inserita una scena presente nel capitolo 6 del primo libro, che fu esclusa dal film diretto da Chris Columbus per ragioni di tempo.
Better look at Scabbers in the HARRY POTTER TV series 🐀
There are two different animatronics for Ron’s rat: one that moves its head and is quite flexible, and the other that bites pic.twitter.com/4leyfprsA2
— Wizarding World Direct (@WW_Direct) April 5, 2026
La sequenza in questione vede Draco Malfoy e i suoi compagni Crabbe e Goyle tentare di rubare i dolci a Harry e Ron. Quando Gregory Goyle passa all’azione, Crosta reagisce mordendolo con forza, costringendolo a dimenarsi dolorosamente fino a liberarsene.
Dal punto di vista tecnico, la resa di questa scena sarebbe resa possibile da animatroni progettati per essere manipolati direttamente dagli attori. I modelli sono costruiti in modo da comprimersi al tatto, evitando l’effetto rigido e artificiale tipico dei pupazzi classici. Questo consente performance più naturali, soprattutto per attori giovani che interagiscono per l prima volta con oggetti fisici anziché con elementi digitali. L’obiettivo dichiarato del team è eliminare la percezione di “falso” e restituire una presenza credibile sul set.
Le stesse tecniche sono state applicate anche ad altre creature inedite o mai mostrate prima nei film, come il Dugbog: una creatura ispirata a rettile, con movimenti studiati attraverso l’osservazione diretta della natura. Gli occhi si ritraggono, il naso si muove, la lingua è meccanica e funzionale alla scena. Sono stati aggiunti dettagli tattili sulla schiena per permettere interazioni fisiche senza compromettere la credibilità visiva, mantenendo un equilibrio tra realismo e sicurezza sul set.
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