Il celebre produttore e regista candidato all’Oscar Uberto Pasolini – già noto per The Full Monty e il recente Il ritorno con Ralph Fiennes nei panni di Ulisse – si cimenta ora in una nuova ambiziosa impresa: una serie TV ispirata al classico satirico di Jonathan Swift I Viaggi di Gulliver. Il progetto, strutturato in sei episodi, punta a un pubblico ampio e internazionale, fondendo divertimento, critica sociale e avventura.

Come scrive Variety, il nuovo adattamento seriale de I Viaggi di Gulliver rappresenta una sfida di alto livello per Uberto Pasolini, che torna a confrontarsi con il romanzo di Swift dopo aver già collaborato nel 1996 per un adattamento seriale del romanzo, vincitore di cinque Emmy. Stavolta, però, egli sarà showrunner dell’intero progetto, affiancato da un team creativo e produttivo d’eccellenza. Alla sceneggiatura troviamo William Ivory, acclamato autore britannico di film come We Want Sex e The Great Escaper, mentre la produzione sarà guidata da Roberto Sessa, figura di riferimento della fiction italiana (Mare Fuori), e dal tedesco Jan Wünschmann, noto per The Swarm e Concordia.
La serie è attualmente nelle fasi iniziali di sviluppo e sarà presentata ai possibili broadcaster in occasione del Series Mania Festival di Lille. I diritti internazionali per le vendite saranno gestiti congiuntamente da Beta Film e ZDF Studios, con una particolare attenzione al mercato europeo e statunitense. Secondo Wünschmann, il progetto sarà pensato come una coproduzione europea, ma con l’obiettivo di attrarre anche partner americani. Il team produttivo ha già avviato i primi colloqui con ZDF, partner di riferimento per Intaglio Films, lo studio tedesco coinvolto.
L’obiettivo è iniziare le riprese entro la fine del 2025. Il casting è ancora in fase preliminare, ma Pasolini ha dichiarato che si sta considerando un attore britannico per il ruolo di Gulliver. Tuttavia, l’aspetto più stimolante del racconto sarà la sua ambientazione in mondi e culture differenti, che verrà rispecchiata anche nelle scelte del cast: «La storia ti dice che stai entrando in mondi diversi, culture diverse, atmosfere diverse, e questo si rifletterà nel casting», ha spiegato Pasolini.
Questa versione di I Viaggi di Gulliver punta a divertire, ma anche a provocare riflessioni, proprio come faceva il romanzo originale.
“Quello che Gulliver ci permette di fare oggi è creare qualcosa di davvero, davvero divertente ma allo stesso tempo – proprio come Swift fece ai suoi tempi – parlare del mondo che ci circonda; parlare di politica; parlare dell’avidità; parlare del ruolo dell’uomo occidentale nel mondo nel suo complesso; parlare del rapporto tra uomo e natura». Tutti questi elementi erano già presenti nel testo originale, in un certo senso chiedono di essere riscoperti”
Pasolini ha anche sottolineato come Swift si divertisse con la sua opera, affrontando temi politici, ossessioni scatologiche, sesso, azione, e molto altro: per questo motivo, la serie si distaccherà da un altro adattamento, di stampo britannico, a cura di Tom Bidwell, dell’opera swiftiana, operazione su cui Pasolini è molto critico: “Non penso abbia senso portare I Viaggi di Gulliver nel nostro mondo contemporaneo. A me sembra una scelta dettata dalla paura e dalla mancanza di fiducia nel fatto che il pubblico possa riconoscersi in qualcuno che non si veste o non vive in un mondo che conosce».
Anche Wünschmann non si mostra preoccupato dalla presenza di due adattamenti concorrenti: «Non credo ci sia un grande rischio, anche perché il loro è un adattamento contemporaneo». Ferdinand Dohna, a capo dei contenuti per Beta Film, si è detto entusiasta del progetto:
“Quando Uberto me lo ha proposto, ho pensato: sarà divertente. Qualcosa per tutta la famiglia, che tutti possono apprezzare”.
