La vicenda dello sciame di scosse sismiche sottomarine che sta interessando da fine gennaio Santorini e alcune isole limitrofe, sembra essere stata anticipata da La Palma, una recente serie catastrofica di Netflix ambientata sull’omonima isola spagnola, dove, a seguito di alcuni eventi sismici, nel pieno della stagione turistica, si scatena il caos, anche nel timore che un’imminente eruzione vulcanica possa scatenare uno tsunami.

Naturalmente, non si tratta di preveggenza: gli eventi raccontati in La Palma sono infatti parzialmente ispirati dalla cosiddetta teoria geologica del crollo della Cumbre Vieja, un’isola vulcanica, che secondo alcuni studiosi, sarebbe da tempo a rischio crollo. Qualora ciò dovesse avvenire, si verificherebbero gravissimi tsunami lungo tutto l’Atlantico del Nord, con ripercussioni che andrebbero a impattare persino il Nord America. La teoria, però, è considerata piuttosto improbabile da molti studiosi; si tratterebbe in sostanza di un evento più unico che raro. Come riporta Eldiario, la “teoria della Cumbre Vieja” si riferisce a un’ipotesi formulata nel 2001 dai ricercatori Steven N. Ward e Simon Day.
Secondo il loro studio, una futura eruzione del vulcano Cumbre Vieja, situato sull’isola di La Palma nelle Canarie, potrebbe provocare un collasso catastrofico del suo versante occidentale. Questo evento genererebbe un’enorme frana che, precipitando nell’oceano Atlantico, innescherebbe un megatsunami con onde iniziali alte fino a 900 metri vicino all’isola. Le onde si propagherebbero attraverso l’Atlantico, raggiungendo le coste dell’Africa, dell’Europa e delle Americhe con altezze variabili, potenzialmente causando devastazioni significative.
Tuttavia, questa teoria è da sempre oggetto di dibattito nella comunità scientifica. Studi successivi hanno messo in discussione la probabilità di un collasso così massiccio e improvviso. Ad esempio, una ricerca del 2015 condotta dall’Istituto Geologico e Minerario di Spagna ha concluso che, anche in scenari futuri come intrusioni magmatiche o terremoti, non si prevede un crollo dei vulcani Cumbre Vieja ed El Teide. Inoltre, per raggiungere condizioni di instabilità significative, il vulcano dovrebbe crescere di oltre 1.000 metri, un processo che richiederebbe più di 50.000 anni al tasso di crescita attuale.
Per quanto riguarda invece il dramma delle isole greche, negli ultimi giorni, l’isola di Santorini e le vicine Amorgos e Ios sono state interessate da un’intensa attività sismica, con oltre 1.200 scosse registrate dal 24 gennaio. Di queste, circa 550 hanno avuto una magnitudo superiore a 3.0, con la più forte che ha raggiunto 5.2. Le scosse, prevalentemente sottomarine, hanno spinto oltre 9.000 persone, tra residenti e turisti, a lasciare l’isola utilizzando traghetti e voli aggiuntivi verso Atene (come succede anche nella serie Netflix). Le autorità hanno chiuso le scuole a Santorini, Amorgos, Ios e altre isole vicine, e hanno consigliato di evitare grandi assembramenti negli edifici. Molti abitanti hanno trascorso le notti in auto o in strutture temporanee allestite con tende. Nonostante la preoccupazione diffusa, gli esperti ritengono che l’attività sismica sia di origine tettonica e non vulcanica, escludendo al momento un’imminente eruzione del vulcano di Santorini.
Tuttavia, il presidente dell’Organizzazione per la Pianificazione Antisismica, Efthimios Lekkas, ha dichiarato al Guardian che il fenomeno potrebbe durare diverse settimane, con la possibilità di scosse fino a magnitudo 6.0. Le autorità locali e nazionali stanno monitorando attentamente la situazione, mantenendo l’isola in stato di massima allerta.
Vi ricordiamo che la serie La Palma è disponibile in streaming.
