Lena Dunham ha recentemente riacceso i riflettori sul complesso rapporto professionale e personale intercorso con la sua ex co-star di Girls, Adam Driver, attraverso la pubblicazione delle sue nuove memorie intitolate Famesick. I due hanno interpretato la coppia principale della serie HBO tra il 2012 e il 2017, attraversando e costruendo un rapporto profondo, a metà tra il professionale e il privato, costellato di ambiguità.
Tanto che gli ampi estratti del libro riguardo la relazione, pubblicati da Deadline, hanno dato adito, attraverso la consueta giostra delle interpretazioni, a polemiche: secondo quanto trapelato in alcune di queste ricostruzioni, quello di Dunham sarebbe un atto di accusa verso Driver, dipinto come un interprete aggressivo e irrispettoso, persino violento. La realtà delle parole di Dunham, veicolata mediante una prosa intimista e stilisticamente raffinata, quindi di non immediata comprensione, appare però alquanto diversa. Ecco cosa si evince da questi estratti: la storia sul set tra Driver e Dunham è veramente una storia di abusi e soprusi?

Tutto nasce – racconta Dunham – regista e mente creativa della serie oltre che sua protagonista – nel 2012, al momento di girare la prima scena di sesso tra i due protagonisti. Dunham descrive come la pianificazione meticolosa della sequenza sia venuta meno quando Driver ha iniziato a strattonarla con forza
“La precisa costruzione dei movimenti di scena saltò completamente, quando Driver iniziò a scaraventarmi da una parte all’altra. Rimasi stordita. Per qualche istante non riuscii a parlare, come se le parole si fossero dissolte prima ancora di prendere forma. Non capivo cosa fosse successo davvero: avevo forse perso il controllo della regia? Avevo lasciato che la scena deragliasse, che sfuggisse dalle mie mani? O, più semplicemente, non avevo dato le indicazioni giuste? In quel vuoto improvviso, mi attraversò anche un pensiero più netto, quasi burocratico nella sua crudeltà: mi avrebbero sollevata immediatamente dal mio ruolo? Per me non fu una questione di violazione – ma forse non avrei saputo riconoscerla nemmeno se ci fosse stata. Nella mia vita, avevo avuto ben poche esperienze che non avessi in qualche modo accettato, spesso senza chiedere nulla in cambio. Eppure, ciò che sentivo in quel momento era diverso: qualcosa di intimo, primordiale, confuso si era consumato proprio lì, dentro uno spazio che io avrei dovuto governare.”
Con il passare del tempo, la dinamica sul set fra i due evolve sempre di più; in un successivo brano, Dunham descrive Driver come una persona umorale, a volte verbalmente aggressiva e fisicamente imponente. Un episodio centrale della loro collaborazione avvenne a tarda notte all’interno di un camerino, allorché Driver, esasperato dalle difficoltà di Dunham nel ricordare le proprie battute, ebbe uno scatto d’ira. Un episodio, quello del lancio della sedia, fra i più riportati in queste ultime ore
“Ricordo un litigio con Adam. Fu terrorizzante, ma non nel modo consueto: era come avere accanto qualcuno immensamente presente a se stesso che, nello stesso tempo, sembrava svuotato. Una notte, nel mio trailer, stavamo provando le battute. Le avevo scritte io, le conoscevo – Eppure, all’improvviso, non erano più dentro di me. Quando aprivo bocca, usciva solo un balbettio; allora lui mi esplose in faccia: “Di’ qualcosa, (omissis)!” gridò, scagliando una sedia contro il muro accanto a me. “Svegliati. Sono stufo di vederti lì mentre fissi il vuoto.”
All’epoca, Dunham scelse di non denunciare l’accaduto, interpretando quel comportamento come parte dell’intensità creativa che li univa, convinta che la rabbia di Driver fosse un segno della profondità del loro legame
“Allora non dissi nulla. Mi convinsi che fosse mero temperamento d’attore, che quell’intensità – la rabbia, persino — fosse proporzionata alla forza del nostro legame creativo. Se arrivava a sputare parole e a lanciare oggetti, pensavo, era perché tra noi esisteva qualcosa di incredibilmente potente. Un giorno, nel suo camerino, mentre mi scusavo per un torto che nemmeno ricordavo di aver commesso, si avvicinò al mio viso e sibilò: “Non dimenticare mai che io ti conosco. Ti conosco davvero.” Rimasi interdetta. “Che cosa sai tu di me?” chiesi, quasi gridando. “Non vai alle feste. Ami gli animali. E odi che la gente parli di te alle tue spalle.” Aveva ragione. Ed era proprio questo a farmi paura.

Nonostante questi momenti oscuri, in cui Driver arrivò anche a prendere a pugni il muro del proprio camerino per un taglio di capelli non gradito, Dunham riporta che l’attore sapeva essere anche protettivo e affettuoso, arrivando persino a visitarla ogni sera durante una settimana di forte ansia
Tuttavia, quando tra loro la tensione romantica inizia a farsi palpabile, Dunham prende una decisione drastica per proteggere la propria autorità professionale
“Adam sapeva essere brusco, aggressivo nelle parole, condiscendente. Una volta aveva persino dato un pugno al muro del camerino perché odiava il suo nuovo taglio di capelli. Eppure, c’erano momenti in cui sapeva essere protettivo, perfino affettuoso: una settimana intera venne ogni sera a casa mia, quando l’ansia mi stava schiacciando. Quando tra noi iniziò a nascere qualcosa di più ambiguo, una sera mi disse, prima di salire: “Te lo dico: se entro, stavolta non me ne vado.” Non protestai. Non subito. Mi rannicchiai alla finestra, guardandolo parcheggiare la bici, prendere il telefono, comporre il mio numero. Ma non gli risposi.
Un gesto semplice, quasi infantile — come fingere di dormire quando qualcuno suona alla porta – e allo stesso tempo inutile, come tentare fermare il sangue nelle vene.
Eppure una parte di me, lucida e ostinata, sapeva: se avessimo oltrepassato quel confine, tornare al lavoro avrebbe significato portarsi dietro un’ombra di umiliazione. Avrei ridotto ancora di più la mia autorità. E il mio cuore – già ammaccato, ma non ancora spezzato – si sarebbe incrinato.
Reso impercorribile da questi paletti autoimposti, il legame sentimentale tra i due si interrompe bruscamente con la fine della serie nel 2017. Dimostrando invidiabile sincerità, in un altro passo del libro, Dunham confessa poi di aver provato dolore quando Driver le comunicò il suo fidanzamento con la donna che sarebbe diventata sua moglie
“Quando un giorno Adam mi chiamò per dirmi che si era fidanzato, provai un dolore che mi sembrò assurdo. Non avevo diritto a sentirlo, eppure c’era. Sul set eravamo stati partner, certo. Nei momenti di scena, la sua attenzione nei miei confronti era tagliente, la sua presenza totalizzante. Ma nella vita reale?
Non sarei mai riuscita a contenerlo, a tenerlo in equilibrio. Non ne avrei mai avuto la forza. Nemmeno sul set, nel luogo in cui avrei dovuto stabilire le regole ci riuscivo davvero.
Durante la nostra ultima scena insieme, piangemmo entrambi.
Dopo l’ultimo cut, mi disse: “Spero che tu sappia che ti vorrò sempre bene.” Per un attimo pensai che avremmo potuto un giorno ritrovarci, inventare nuove storie, ridere di ciò che eravamo stati e sorridere per ciò che saremmo diventati. E invece non ci sentimmo mai più“
Le rivelazioni contenute in Famesick hanno scatenato immediate polemiche, spingendo Dunham a intervenire in un’intervista esclusiva al magazine People per chiarire le sue intenzioni
L’autrice ha spiegato che il suo obiettivo non era dipingere Driver come un elemento negativo o isolato sul set, ma riflettere onestamente su quanto l’essere vicini a una persona così talentuosa, carismatica e complessa l’abbia influenzata, nel bene e nel male.
Si è trattato di un tentativo di raccontare quella relazione in modo onesto, ma anche di spiegare quanto la vicinanza a una persona “estremamente talentuosa, carismatica, complessa e potente” abbia avuto un impatto su di lei, sia in senso positivo sia in modi più difficili da gestire.
“Nel bene e nel male,” ha aggiunto Dunham, “si trattava del primo lavoro per tutti noi.” L’attrice e sceneggiatrice ha sottolineato come Adam Driver abbia vissuto un percorso particolare, trovandosi contemporaneamente a gestire il successo della serie e l’ascesa a star cinematografica di primo piano. “Era già su due binari diversi” ha spiegato, definendolo inoltre “una persona molto riservata, estremamente seria e concentrata sul lavoro”, per cui afferma di provare grande empatia.
Adam Driver, fedele alla sua natura riservata, non ha rilasciato alcun commento ufficiale in merito alle dichiarazioni contenute nel libro.
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